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Chi apre sente il lavoro e commenta. Non serve che si registri.

Caricamento in corsonon chiudere
Fasilav806 · v806 — Nessuno può riscrivere il file di un altro: il lavoro di un collaboratore arriva come suo contributo. Una sola porta per aprire dal cloud, niente copie nascoste. · v805 — Quando un file viene aggiornato, chi collabora riceve l'avviso e il segno sulla riga, e decide lui quando prenderlo. · v804 — In «Apri» il filtro sceglie il posto: locale legge il telefono, cloud legge il server, e i comandi di una riga agiscono sul suo posto. · v803 — «Apri» mostra anche i lavori che stanno solo nel cloud e li riapre; «Elimina» dice da dove e chiede prima. · v802 — Nel cloud si scrive solo con un gesto: tolti l'invio al ritorno della rete e i vecchi pulsanti che facevano copie in più. · v801 — In «Apri» un lavoro appena inviato risulta subito anche nel cloud, e le righe del cloud hanno la loro data. · v800 — Una sola strada verso il cloud: ogni file ha un indirizzo per cartella, e ogni invio lo riscrive invece di farne uno nuovo. · Password dimenticata: mail di recupero e schermata per sceglierne una nuova. «Entra con un link via email (senza password)» in evidenza: gli account nati col link via email NON hanno password, e senza recupero restavano chiusi fuori per sempre · v436 — Barra Video snellita: nascosti Metti in cloud e la riga stanze (Apri/Copia/Togli/menu), motore intatto. +progetto e Link di sola lettura restano · v438 - coda di retry per l'upload audio (avvolge signedUpload; rete instabile = riprova 2s/5s/12s; additivo) - v439 retry anche sul video del +progetto (avvolge vUpload solo sul clip, non sul manifest) - v440 messaggio "riprovo" mostrato anche accanto a Sincronizza ora (Lab) - v441 Video: avviso a comparsa (toast) quando la rete cade su +progetto, cosi' si vede sempre - v442 elimina anche il FILE nel bucket quando cancelli una take (via Edge delete-object, best-effort) - v443 cancella il file anche dal Materiale del Video (avvolge _vmWrite) · v445 - il conto 3·2·1 ora si vede anche alla PRIMA registrazione del Lab; il refresh ti riporta nel pannello dov'eri (Video resta Video) e il Commenta si carica solo se eri in Commenta - 2026-07-17 · v450 - al LOGIN tutti i pannelli ripartono vuoti e pronti nella Area personale (Commenta, Lab, Video); il refresh continua a riportarti dove eri - 2026-07-18 · v451 - Anteprima camera nel pannello Video con elemento dedicato: inquadri e cambi fronte retro senza toccare il player - 2026-07-18 · v452 - il pannello Commenta torna completo: Record, campo testo, conteggio e metronomo di nuovo visibili (via il foglio commentReviewOnly; il nascondi ospiti resta) - 2026-07-18 · v453 - foto piu voce: la voce parte su tela nera e la prima immagine arriva solo con Scatta (la foto scelta con Da file resta); il login atterra sempre nel Lab anche se il ripristino del boot arriva in ritardo - 2026-07-18 · v454 - login: aggancio del progetto silenzioso, niente auto apertura di take (era quella a trascinarti nel Commenta); foto piu voce: ogni fotogramma viene chiesto esplicitamente alla tela (requestFrame), gli scatti entrano nel filmato al momento giusto - 2026-07-18 · v457 - nel pannello Video il tasto Voce: stesso motore di foto piu voce ma in abito da sola voce (camera mai accesa, niente Scatta), con i segnaposti in diretta; il file nasce come voce_; ritirati i tentativi v455 e v456 - 2026-07-18 · v458 - il refresh resta nel pannello dove eri (aggancio silenzioso del progetto, la curva a sorpresa nel Commenta non appare piu); nel Video l ultimo file si riapre da solo; i commenti dei segnaposti vengono specchiati nel salvataggio su dispositivo e non si perdono piu riaprendo dal Materiale; i file voce_ mostrano solo la barretta dei comandi - 2026-07-18 · v459 - al refresh nel Video ci RESTI davvero (la coda del boot aspetta che switchTab nasca nel blocco Lab); chiusi i salvataggi doppi dello stesso file (riapertura e salvataggio esplicito ora avvisano l osservatore); nel Commenta il pulsante Registra e di nuovo nascosto - 2026-07-18 · v460 - RISPOSTE ai commenti del Video per i collaboratori del progetto (video interi, foto piu voce e voce): viaggiano nel manifest esistente, si UNISCONO per id nella fusione (mai sovrascritte), si cancellano con la lista deleted che gia viaggia, sopravvivono a salvataggio locale e specchio su dispositivo - 2026-07-18 · v461 - risparmio batteria e dati: i poll di rete e i pittori di interfaccia DORMONO quando la app e in background; i cablaggi si spengono da soli dopo 2 minuti; card di sincronizzazione a 12s; badge cloud a 1s; intoccati registrazione, metronomo, conto, monitor del mix e osservatore dei salvataggi; PWA: manifest, icone e service worker (icona sul telefono, avvio a tutto schermo, riavvii istantanei) - 2026-07-18 · v462 - favicon: la M del brand compare nella linguetta del browser (riscontro visibile anche in localhost) - 2026-07-19 · v463 - poll INCREMENTALI: il Commenta e il Lab chiedono solo cio che e arrivato dopo il segnalibro (da megabyte a pochi byte per giro; il Lab fonde in un magazzino per id e la logica a valle continua a vedere il thread completo); il Video tiene le firme in cassaforte per 4 minuti (meta delle richieste per giro); valvola di sicurezza localStorage musaic_fullpoll=1 per tornare al comportamento pieno - 2026-07-19 · v464 - VIA IL LAMPO AL REFRESH sul dispositivo che riceve: le lapidi del Lab vengono ricordate sul dispositivo (musaic_labdel) e filtrate ALLA PORTA in tutti i punti di ingresso (cache al boot, ripristino, take.json scaricato, ricondivisione); nel Video lo specchio su dispositivo si aggiorna anche quando arrivano le cancellazioni dal poll - 2026-07-19 · v465 - via il lampo anche su REFERENZA e STRATI: le lapidi stem viaggiano nelle stesse righe della prima lettura e ora si registrano PRIMA che le note vengano ingerite (niente corsa con la seconda chiamata); il registro decide alla porta anche per le note seminate dal take.json - 2026-07-19 · v466 - stanza Video piu reattiva (poll a 3s quando visibile e aggiornamento immediato al ritorno in primo piano); segnalini a misura di dito nel Lab e nel Video; la lista delle novita e nascosta agli utenti e si apre toccando il numero di versione - 2026-07-19 · v467 - il CAMPANELLO del Video: una micro riga ping sul canale Realtime esistente e la stanza si aggiorna in un secondo come il Lab (poll a 3s come cintura); il segnaposto dei marker in diretta e ora grande e toccabile col dito; ritirato l ingrandimento dei pin dei commenti normali - 2026-07-19 · v468 - Registra nel Video = take nuova da subito: il click azzera anche i dati dei commenti e sgancia la stanza vecchia (prima restavano vivi e i pallini vecchi ricomparivano durante il conto alla rovescia) - 2026-07-19 · v470 - disinnescata una mina della v450: la pulizia del login distruggeva il contenitore listItems dentro list e ogni renderList successiva del Commenta esplodeva (items is null); ora si svuota il contenuto e non la struttura, con cintura in renderList - 2026-07-19 · v471 - il pulsante del Lab si chiama Salva nuova take / condivisione non-user e funziona anche sui lavori RIAPERTI (basta la referenza) - 2026-07-19 · v472 - nel link non-editor del Video (?vshare=) i non-user possono RISPONDERE ai commenti (kind vsharereply, firma ricordata sul dispositivo); ogni aggiunta del visualizzatore e blindata nel suo try, cosi un intoppo su un commento non spegne mai la lista - 2026-07-19 · v473 - Commenta: il nome viene chiesto anche alla PRIMA risposta (ensureGuestName); l invio della risposta parte PRIMA del salvataggio locale che non puo piu bloccarlo; formato di riserva col genitore nel body e lettore che lo capisce - 2026-07-19 · v474 - nel link non-editor del Video il non-user puo anche COMMENTARE al minuto in cui si trova (kind vshare, stesso canale), con la stessa firma ricordata; il commento appena inviato compare subito in fondo alla lista - 2026-07-19 · v475 - trovato con esecuzione in sandbox: casella e bottone di Rispondi e Commenta del visualizzatore venivano creati ma MAI messi dentro le loro righe (appendChild mancanti, righe vuote invisibili); aggiunti; timbro di versione nel visualizzatore; cassaforte del service worker rinominata v2 cosi le icone nuove arrivano - 2026-07-19 · v476 - COERENZA: toccare la bandierina apre il RIQUADRO del commento (rispondi, e per l editor anche elimina) sia nel link non-editor sia nell editor Video; il commento del non editor fa nascere subito il segnalino sull onda; le risposte e i commenti dei non editor ARRIVANO ALL EDITOR (id del link ricordato per video, raccoglitore leggero ogni 10s con segnalibro, specchiati e propagati ai membri via manifest) - 2026-07-19 · v477 - SINCRONIA COMPLETA A-B sul link video: RITORNO (l editor spinge risposte, commenti nuovi e lapidi vsharedel sul canale del link; magazzino _seen contro i doppioni); il viewer si aggiorna DA SOLO ogni 10s (lapidi comprese, mai mentre scrivi); lista e onda ridisegnate da UNA mano sola ordinata per tempo (numeri sempre allineati); cancellazione dell editor che sparisce anche agli ospiti - 2026-07-19 · v478 - reattivita: il poll della stanza e il campanello non si congelano piu con il compositore aperto ma vuoto (solo se stai davvero scrivendo); chiudere il compositore riallinea subito; ogni salvataggio spinge subito le novita verso il link; il viewer rilegge ogni 6s - 2026-07-19 · v479 - lo spingitore verso il link ora CONFERMA O RIPROVA (prima un solo invio fallito perdeva la risposta per sempre); risposte senza id lo ricevono; diagnostica visibile (novita inviate / invio fallito riprovo); la stanza ricorda il link come ruota di scorta - 2026-07-19 · v480 - TROVATA LA CAUSA VERA dei messaggi post-condivisione che non partivano: vKey cambia tra registrazione e riapertura e il collegamento video-link si perdeva in silenzio; ora IDENTITA ROBUSTA (ricordato sotto vKey, nome+peso, peso, stanza) con auto-guarigione; vale sia per lo spingere sia per il tirare - 2026-07-19 · v481 - il 403 svelato dalla diagnostica: la policy di scrittura per gli utenti LOGGATI sul canale del link e piu severa di quella anonima; ora editor e viewer scrivono su quel canale con la chiave anonima, la stessa porta che per gli ospiti funziona gia - 2026-07-19 · v482 - via l onda piu lunga del video (e i marker addensati di foto piu voce): vGetDur usava Math.max e faceva vincere la durata GONFIA di certe decodifiche o dei manifest ereditati; ora il video comanda quando parla con durata finita, il valore vero viene adottato anche a posteriori (durationchange) e il manifest si autocorregge alla prossima condivisione - 2026-07-21 · v483 - il Failed to fetch della stanza: se lo scarico del clip fallisce, la firma in cassaforte viene buttata e si riprova subito con una fresca (copre firme scadute e rete zoppa) - 2026-07-21 · v484 - navigazione coerente nel Video: le bandierine stanno in BASSO sull onda (mai sopra il video), il pin porta anche al commento in lista (evidenziato), e la spunta in play apre da sola il riquadro del commento al passaggio, come nel Lab - 2026-07-21 · v485 - bandierine FUORI dall onda, appese sotto (30px, il click e solo loro, niente piu litigi con la curva) con respiro sotto l onda; la spunta in play si aggancia a colpo sicuro accanto a Segna qui anche dopo il riordino dei bottoni - 2026-07-21 · v486 - la spunta in play ora si aggancia davvero: i tentativi contano solo col pannello Video visibile (prima morivano mentre eri nel Lab) e puntano al Segna qui VISIBILE (i mini-script clonano i bottoni); il pin non porta piu alla lista: riquadro aperto e commento solo evidenziato per 2,6s - 2026-07-21 · v487 - i pin addensati alla prima apertura dello snapshot: vDur non veniva MAI azzerato nei caricamenti e la durata del video precedente contaminava il nuovo (WebM dice Infinity e l arbitro ripiegava su quella); ora Registra, appunti e ogni caricamento partono con durata vergine - 2026-07-21 · v488 - la durata delle registrazioni la detta l OROLOGIO del registratore (regola storica di par.I, armato sull evento start): allo Stop vDur = secondi veri, i segnaposti nascono SUBITO e il record si salva gia sano; niente piu attesa della decodifica ne aggiustamento durante il play - 2026-07-21 · v489 - la riapertura dal Materiale: il record ora SALVA la durata dell orologio (campo dur, prima non esisteva) e loadLocalTake la SEMINA subito; pin e scala giusti al primo colpo anche sugli appunti WebM riaperti (che dicono Infinity finche non suonano) - 2026-07-21 · v490 - i file VECCHI (senza dur nel record): nel percorso-blob il correttore di Infinity non veniva mai chiamato e cursore+pin restavano morti fino a meta play; ora si arma subito ai metadati (~1s) e la durata emersa viene RISCRITTA nel record (auto-guarigione permanente: il difetto non si ripete mai piu su quel file) - 2026-07-22 · v491 - RICONCILIAZIONE col link: i commenti vivi nell editor ma lapidati sul canale (risorti in stanza per la corsa dei manifest durante i test) RINASCONO con id nuovi, risposte comprese, e il viewer li rivede; e la firma del video del viewer si RINNOVA DA SOLA quando un seek va in stallo oltre 4s (la rotellina infinita era la firma scaduta) - 2026-07-22 · v492 - spostare, ritagliare o allineare uno strato SALVA SUBITO la bozza (prima aspettava l istantanea periodica: refresh o condivisione anticipata perdevano la posizione); Estrai audio dice la verita (va nel LAB come referenza) e TRASPORTA i commenti del video come note della corsia referenza, segnaposti compresi - 2026-07-22 · v493 - le note trasportate dall estrazione non si ACCUMULANO piu: la corsia della referenza riparte pulita a ogni estrazione con i soli commenti di quel video, e uno scarta-doppioni tempo+testo elimina le ripetizioni - 2026-07-22 · v494 - il POSTINO del Video: il campanello suona con la chiave anonima (la porta dei loggati puo dare 403 silenzioso, provato con la sonda) e il record su dispositivo RICORDA la sua stanza (campo room: riseminato alla riapertura, timbrato a ogni salvataggio e alla condivisione); i commenti degli appunti riaperti dal Materiale tornano a viaggiare subito e la stanza si aggiorna in un secondo anche sul telefono - 2026-07-25 · v495 - il POSTINO della stanza CONSEGNA SEMPRE E PARLA: una sincronizzazione chiesta mentre la precedente e in volo viene RIMESSA IN CODA e non piu buttata (era il destino tipico delle risposte, scritte subito dopo un commento); il manifest entra nella coda di retry 2s 5s 12s come il clip (prima era ESCLUSO e un invio fallito perdeva i commenti in silenzio); un invio rifiutato ora viene VISTO (prima il ritorno false passava per successo) e ogni fallimento PARLA nella riga di stato con nuovo tentativo automatico - 2026-07-25 · v496 - IL TELEGRAMMA: i commenti e le risposte della stanza viaggiano DENTRO la riga del campanello (trasporto a righe come il Lab: un INSERT e il Realtime li porta in un secondo, senza i 5 viaggi del manifest); chi riceve li ingerisce dalla riga con le STESSE funzioni di fusione (unione per id, risposte comprese, lapidi filtrate alla porta); il manifest resta la verita e la cintura, con campanello e poll intatti; diagnostica: inviato con la spunta, novita dalla stanza in ricezione - 2026-07-25 · v497 - il VESTITO iPad: le risposte hanno un COMPOSITORE nella pagina al posto della finestrella del browser (la voce Suppress dialogues le zittiva per sempre, in silenzio); i commenti in lista mostrano il NUMERO del pallino, uguale e sincrono con le bandierine; il Materiale mostra una LISTA VERA sempre visibile (su iPad la tendina sembrava una riga vuota); la anteprima camera si adatta alla forma reale della camera (niente striscia stretta); aprendo Foto piu voce il video precedente si RITIRA e ricompare alla chiusura - 2026-07-26 · v498 - la casella delle risposte SOPRAVVIVE ai ridisegni: viveva dentro la riga del commento e il poll della stanza (3s) la buttava via con la riga; ora vive SOPRA la lista, fuori dalla zona ridisegnata, con la etichetta del commento a cui rispondi (numero e minuto) - 2026-07-26 · v499 - il SEMAFORO dei commenti: rosso vuol dire novita da leggere (commento appena scritto o risposta appena arrivata), giallo letto ma senza una tua risposta, verde letto e risposto; il registro del letto vive SOLO sul tuo dispositivo, quindi il tuo rosso non spegne quello degli altri. Inoltre il primo commento dopo la condivisione non finisce piu allo zero: il click sull onda veniva buttato quando la durata non era ancora nota (i WebM dicono Infinity per un secondo) e il compositore leggeva un video fermo allo zero. E dal riquadro del marker si risponde davvero, con la casella dentro il riquadro - 2026-07-29 · v500 - il SEMAFORO con la logica giusta: conta CHI HA PARLATO PER ULTIMO. Se l ultima parola e tua il commento e BIANCO (non devi niente); se ha parlato un altro e non lo hai ancora aperto e ROSSO; se lo hai aperto ma non hai risposto e GIALLO. Cosi chi scrive vede subito quando gli hanno risposto: rispondere accende il rosso all altro e spegne il tuo. Vale per video, appunti, voce E per il link non-editor, con la stessa regola. Inoltre il pannello foto e voce dice la verita sul bottone: Annulla prima di partire, Stop mentre registri - 2026-07-29 · v501 - il semaforo adesso SI VEDE: la bandierina sull onda si colora TUTTA di rosso o di giallo quando c e qualcosa da fare (il colore dell autore torna quando non c e nulla in sospeso), la riga in lista prende una barra spessa e uno sfondo, e sopra la lista un contatore dice quanti commenti aspettano te. Prima era un anello di tre pixel: su un telefono non lo vedeva nessuno - 2026-07-29 · v502 - IL NOME NUOVO: la app si chiama FASILA (fa si la del solfeggio) e vive su www.fasila.studio. Cambiano solo le scritte che si vedono - titolo, intestazione, nome della app installata sul telefono: dentro non e stato rinominato niente, cosi database, ponti del Video e i salvataggi sul dispositivo restano identici. Inoltre due punti di igiene: i NOMI dei lavori del Lab e delle take nelle liste vengono ora scritti come TESTO e non piu come disegno HTML (un nome con dentro del codice non puo piu essere eseguito) - 2026-07-30 · v503 - nel Laboratorio puoi scegliere di NON SENTIRE NIENTE mentre registri: il menu «Suono sopra» ha una terza voce, Niente (silenzio). Serve a chi registra senza cuffie, perché il microfono non ripiglia la base già registrata e non te la ritrovi due volte dentro la take. Il menu ora compare anche quando c'è solo la referenza e nessuno strato, che è il caso più comune. Non cambia NULLA del mix finale, del metronomo, del conto alla rovescia e della partenza: l'audio della base continua a girare come prima, semplicemente a volume zero - 2026-07-30 · v504 - quanto puoi registrare adesso si sceglie e si vede: accanto a Registra ci sono due menu, la qualita' (360p, 240p, 180p) e il peso (alta, normale, leggera, minima), con scritto di fianco quanti minuti ci stanno dentro i 50 MB. Il 360p prima era solo un desiderio e certe camere davano di piu': ora e' un tetto vero. E mentre registri il pallino REC conta: tempo passato e tempo che resta, giallo nell'ultimo minuto e rosso quando sei oltre. Non interrompe mai da solo: avvisa e basta - 2026-07-30 · v505 - LO ZERO CONDIVISO: il metronomo e la griglia diventano un riferimento solo. (1) La GRIGLIA delle battute resta visibile anche a metronomo spento - serve proprio allora, per allineare a occhio gli strati che vengono dopo. (2) Gli STRATI ora partono sul battito esattamente come gia' faceva la referenza: prima la referenza aspettava il prossimo «uno» e lo strato no, ed era questo - non la latenza - a mandare il click dello strato fuori fase. Ora la regola e' una sola e vale anche se togli le spunte dei conteggi. (3) Puoi far partire la registrazione da un punto QUALUNQUE: premendo Record la partenza si aggancia da sola alla battuta piu' vicina (lo vedi: il cursore si sposta e il numero lo dice). A metronomo spento non si aggancia niente e parti dove hai cliccato. Il bottone 🎯 il «uno» qui NON e' toccato: cliccando sull'onda il cursore va ancora al millesimo dove lo metti, l'aggancio avviene solo al momento del Record. (4) Nel LABORATORIO il microfono si apre ora in modo musicale anche senza scegliere l'ingresso a mano - cosa impossibile da telefono: via cancellazione d'eco, soppressione del rumore e guadagno automatico, che sono fatti per le telefonate e che rendevano il ritardo di cattura diverso a ogni registrazione. Si sentira' un po' piu' la stanza e, senza cuffie, il click: e' il prezzo di un tempo che sta fermo. I vocali, il Video e Foto+voce NON sono toccati. Nota: la spunta «Aggancia al click» (spenta di fabbrica) ora non serve piu' e conviene lasciarla spenta - sposterebbe un anticipo voluto. - 2026-07-31 · v506 - SI VEDE DOVE SONO LE BATTUTE: sopra la referenza c'e' ora un RIGHELLO con una tacca per ogni battito, una tacca piu' lunga a ogni battuta e il numero della battuta scritto grande abbastanza da leggerlo. La battuta 1 - cioe' l'origine, quella che sposti col bottone 🎯 il «uno» qui - ha una riga spessa e piena, quindi si distingue subito da tutte le altre. I trattini dei battiti prima comparivano solo se c'era molto spazio e sparivano appena rimpicciolivi la vista: ora restano. E il riquadro «Inizia a» dice la verita': prima scriveva 0:06 per qualunque punto fra 6,00 e 6,99 secondi, quindi non si poteva capire dove fosse finito davvero il «uno»; adesso accanto compaiono i centesimi (0:06 · 6,42 s). Questa versione cambia SOLO il disegno: metronomo, partenza della registrazione, tempi, offset e commenti non sono toccati. - 2026-07-31 · v507 - LA GRIGLIA SI LEGGE: il righello delle battute e' USCITO dall'onda e ora sta in una fascia sua sopra il riquadro, con i numeri sopra e non piu' sopra la curva. Il numero della battuta 1 - cioe' l'origine - e' scritto in bianco su tondo pieno, cosi' non si confonde con le altre. La griglia delle corsie era spostata di qualche pixel rispetto a quella della referenza (il calcolo non teneva conto dei bordi dei riquadri): ora combaciano e si leggono come un foglio solo sovrapposto a tutto. Nuovo bottone ↺ azzera accanto al bersaglio: rimette il «uno» all'inizio della referenza senza doverlo cercare. E soprattutto: nel menu che compare toccando una corsia, «Aggancia qui» e «Inizio qui» facevano LA STESSA IDENTICA COSA - spostavano tutti e due il cursore di partenza. Chi premeva il bersaglio si aspettava di spostare il «uno» della griglia e non capiva perche' la riga spessa restasse dov'era. Ora il bersaglio si chiama «il uno qui» e sposta davvero la griglia; «Inizio qui» resta il punto da cui parte la registrazione. Nella legenda sotto l'onda ci sono ora anche battuta e battito. - 2026-07-31 · v508 - CORREZIONE della v507: il righello delle battute finiva ACCANTO al riquadro dell'onda invece che sopra, e schiacciava tutto - il contenitore dispone i suoi elementi in riga, e il righello era stato messo come vicino invece che dentro. Ora sta dentro il riquadro, appoggiato sopra il bordo, fuori dal flusso dell'impaginazione. In piu' si allinea da solo alla griglia, perche' condivide lo stesso riquadro di riferimento. Nient'altro e' cambiato rispetto alla v507. - 2026-07-31 · v509 - AZZERA AZZERA DAVVERO. Il bottone ↺ azzera diceva alla griglia «torna all'origine automatica', e l'origine automatica non e' zero: e' la posizione dell'ultima traccia «Metronomo» presente nel lavoro. Quindi in un lavoro con una traccia di click dentro, il «uno» non tornava all'inizio e sembrava che il bottone non facesse niente; nei lavori senza traccia metronomo invece funzionava. Non era il telefono: era cosa c'era nel lavoro. Ora azzera riporta il «uno» esattamente all'inizio della referenza, sempre. Inoltre: accendendo il Metronomo si accende da sola anche la Griglia (spegnendo il metronomo la griglia resta, come dalla v505). E tre scritte rimaste in inglese nel pannello di registrazione sono ora in italiano. - 2026-07-31 · v510 - ↺ AZZERA RIMETTE TUTTO A ZERO. Il bottone serve a tornare indietro quando hai premuto 🎯 il «uno» qui e non ti va bene: ma rimetteva a posto solo la griglia, mentre la partenza della registrazione (la riga blu) restava dov'era - quindi sembrava che facesse le cose a meta'. Ora azzera riporta a 0:00 tutte e due: il «uno» della griglia e il punto da cui parte la registrazione, con un messaggio che lo dice. Il bersaglio 🎯 non cambia: continua a spostare solo la griglia, lasciando la partenza dove l'hai messa. - 2026-07-31 · v511 - LA TRACCIA METRONOMO NASCE SULLA GRIGLIA. Finora la griglia e la traccia «Metronomo» avevano DUE origini diverse: la griglia partiva dal suo «uno», la traccia dal punto in cui era stata creata. Se quei due numeri non coincidevano, i click della traccia e le righe della griglia non potevano allinearsi - e non era un problema di disegno: nessuna grafica avrebbe potuto rimediare. Ora la traccia nasce agganciata al battito della griglia, quindi le due cose non possono piu' divergere. Vale per tutte e due le vie: il bottone «+ come traccia» e la creazione automatica. Le tracce gia' esistenti restano dove sono: per rifarle, cancellale e ricreale. - 2026-08-01 · v512 - IL RIGHELLO UNICO. Ora c'e' un asse solo, fuori dalla curva, che tiene insieme le due cose che prima erano separate: sopra le BATTUTE (verde pieno, numero grande, con la battuta 1 in bianco su fondo pieno), in mezzo le tacche dei BATTITI, sotto i SECONDI in grigio. Cosi' la corrispondenza si legge a occhio: a 100 bpm in 4/4 la battuta 2 cade a 2,4 s e lo vedi scritto. Tre colori distinti. E il numero della battuta NON sparisce piu' quando zoomi: prima si disegnava solo se l'inizio di una battuta capitava dentro la finestra, quindi zoomando FRA due battute non restava niente da etichettare e sparivano tutti; ora, se nessuna battuta comincia li', l'etichetta della battuta in corso si aggancia al bordo sinistro e sai sempre dove sei. Lo stesso righello compare anche sopra le corsie degli strati: un linguaggio solo per tutta la pagina. Questa versione cambia SOLO il disegno. - 2026-08-01 · v513 - LA GRIGLIA DELLE CORSIE TORNA IN RIGA COI CLIP. Nelle corsie degli strati la griglia e i riquadri delle tracce erano posizionati con DUE calcoli diversi: i riquadri contando solo il margine interno, la griglia contando anche i bordi. Due misure diverse per la stessa cosa, quindi non potevano combaciare - ed e' il motivo per cui la traccia Metronomo sembrava scivolata rispetto ai numeri delle battute. Era un mio errore introdotto nella v507, quando avevo reso la griglia «piu' esatta» presa da sola invece che UGUALE a quella dei riquadri. Ora leggono lo stesso identico numero. - 2026-08-01 · v514 - UNA GRIGLIA SOLA. Fino a ieri la stessa linea del tempo veniva calcolata in QUATTRO modi diversi: il righello e la griglia della referenza rispetto al riquadro interno dell'onda, la griglia delle corsie rispetto a quello esterno, i riquadri delle tracce in un terzo modo ancora. Siccome l'onda ha un bordo da un pixel, lo scarto non era nemmeno costante: cresceva lungo la riga. Ogni correzione ne allineava due e ne sballava due. Ora nessuno calcola piu' bordi e margini: c'e' una misura sola, che appoggia una sonda invisibile e guarda dove cade davvero l'origine, e la usano tutti e quattro. La griglia della referenza non vive piu' dentro l'onda ma su uno strato sovrapposto, esattamente come quella delle corsie. Stessa meccanica ovunque: battute, battiti e secondi si corrispondono in tutta la pagina. - 2026-08-01 · v515 - CORREZIONE DI DUE MIEI ERRORI. (1) Nella v511 avevo fatto nascere la traccia «Metronomo» agganciata alla griglia. Sbagliato: quella traccia non e' un disegno, e' il suono, e va esattamente dove viene suonata. L'aggancio la spostava fino a mezzo battito - a 100 bpm erano 0,3 secondi e non si notava, a 30 bpm e' un secondo intero e la traccia partiva visibilmente dopo la voce. Tolto: la traccia torna al suo posto. Il punto di partenza era gia' agganciato al battito dalla v505, quindi quel secondo aggancio era anche inutile. (2) Nella v514 la misura unica misurava il riquadro esterno dell'onda, che ha un bordo da un pixel, mentre la forma d'onda e il suo asse dei secondi sono disegnati dentro il riquadro interno: righello e onda restavano sfalsati. Ora si misura l'onda vera. - 2026-08-01 · v516 - IL RIGHELLO TORNA AL SUO POSTO. Nella v514 avevo spostato righello e griglia della referenza FUORI dal riquadro dell'onda, posizionandoli a pixel: ma li' fuori la larghezza non e' quella dell'onda, e il risultato non era un disallineamento di un pixel - erano DUE SCALE DIVERSE, con il righello che metteva dieci secondi in meno spazio dell'onda. Ora righello e griglia tornano dentro lo stesso contenitore dell'onda e usano le stesse percentuali dei secondi che l'onda disegna gia' da sola: stesso contenitore, stessa scala, per costruzione. - 2026-08-01 · v517 - UN RIGHELLO SOLO. Il righello sopra la referenza funziona; quello che avevo aggiunto sopra le corsie no - finiva spostato e per giunta stampato sopra la scritta «Strati aggiunti». Invece di correggerlo un'altra volta, l'ho tolto: era l'ultimo pezzo che si posizionava contando pixel, ed e' esattamente il punto in cui ho sbagliato quattro volte di fila. Nelle corsie restano le righe verticali delle battute, che bastano per allineare a occhio. E il calcolo che posiziona griglia e riquadri delle tracce torna quello originale, quello di prima della v514. Questa versione TOGLIE codice. - 2026-08-01 · v518 - LA LATENZA SE LA CHIEDE DA SOLA. Fra il momento in cui il telefono emette il click e quello in cui il microfono lo risente passa un po' di tempo - sul Redmi circa un decimo di secondo - e finora nessuno lo compensava: il valore c'era ma restava a zero, perche' l'unico modo di riempirlo era scrivere i millisecondi a mano. Ora l'app fa come un programma di registrazione professionale: non misura col microfono, CHIEDE AL SISTEMA quanto ritarda l'uscita e quanto l'ingresso, somma i due numeri e sposta indietro la registrazione di quella quantita'. Succede da solo quando apri il microfono: non devi fare niente e non vedi niente. Funziona anche con le cuffie e a volume basso, dove una misura fatta col microfono non funzionerebbe. Se il browser non risponde si resta a zero, cioe' come prima. E se hai impostato la latenza a mano col bottone ⏱, la tua scelta vince. - 2026-08-01 · v519 - IL RITARDO SI MISURA. La v518 compensa quello che il telefono DICHIARA, ma non dichiara tutto: manca il tempo che il registratore impiega a partire davvero. Il resto si vedeva solo guardando lo schermo zoomato, dove la barra di un click è larga venti millesimi di secondo: troppo per fidarsi. Ora c'è un bottone 📐 accanto a ⏱ che legge i campioni invece dei pixel: cerca i colpi del click nella registrazione, misura quanto cadono dopo il battito e ne prende il valore centrale, così un rumore isolato non falsa il risultato. Ti dice il numero, l'incertezza e su quanti colpi l'ha calcolato, e chiede se applicarlo: non cambia niente da solo. Si usa una volta per dispositivo, registrando qualche battuta di SOLO click senza suonare. - 2026-08-01 · v520 - IL BOTTONE DELLA MISURA SI VEDE. Nella v519 lo avevo messo sulla barra sopra l'onda, che era già piena: finiva nascosto sotto un altro bottone, e infatti non si trovava. Ora sta nel pannello REGISTRAZIONE accanto a ↺ azzera, con la scritta 📐 Misura il ritardo, e compare insieme alla spunta Griglia - che è proprio quello che serve per poter misurare. - 2026-08-01 · v521 - Il bottone della misura c'era ed era al suo posto, ma si chiamava «U0001F4D0 Misura il ritardo»: avevo scritto l'emoji con un codice che Python capisce e JavaScript no. Ora si legge 📐 Misura il ritardo. - 2026-08-01 · v522 - CHROME NON TRADUCE PIÙ e la misura si legge. (1) La pagina dichiarava di essere in inglese pur essendo in italiano: Chrome la traduceva da sola, e su alcuni telefoni Record diventava «Documentazione», Adatta «Disponibile», Play mix «Riproduci mix». Con più tester ognuno avrebbe visto parole diverse. Ora la pagina dice di essere italiana e chiede di non essere tradotta. (2) Il risultato della misura non usa più la finestrella del browser - che su Safari può essere zittita e sembra che il bottone non faccia niente - ma compare SOTTO il bottone, con due tasti veri: Applica / Lascia stare. (3) Accanto al bottone c'è sempre scritto il ritardo di questo dispositivo, così non serve fotografarlo. (4) Il bottone si vede subito: prima bisognava spegnere e riaccendere la Griglia. (5) L'incertezza non dice più «±0 ms» ma «meno di 1 ms», che è quello che significa. - 2026-08-01 · v523 - I PULSANTI SULLA REFERENZA NON SI SOVRAPPONGONO PIÙ. Nella v518 avevo fatto scrivere il numero della latenza dentro il bottone ⏱: quei bottoni sono larghi 28 pixel e distanziati di 32, e «⏱ 103ms» ne occupa il doppio, quindi copriva quello accanto. Il numero non serve lì: dalla v522 è già scritto in chiaro nel pannello REGISTRAZIONE. Ora il bottone torna a essere solo un'icona e il valore si legge nel suggerimento. - 2026-08-01 · v524 - L'ONDA NON SALTA PIÙ ALLO STOP. Il suono che entra nel microfono è stato prodotto un attimo prima: la catena audio lo consegna in ritardo. Al salvataggio l'app lo rimetteva già a posto, ma il disegno DAL VIVO non lo sapeva e mostrava l'onda un po' più a destra di dove sarebbe finita: premendo Stop, l'onda saltava. Era il secondo sintomo segnalato dal musicista, e finché il ritardo valeva zero il salto era piccolo e capriccioso; ora che viene compensato davvero era diventato netto. Adesso il disegno dal vivo usa lo stesso identico numero della collocazione finale, quindi il salto sparisce per costruzione. I 📍 segnaposti messi durante la registrazione NON sono stati toccati: nascono da quello che senti, non da quello che il microfono cattura, e avrebbero bisogno di una correzione diversa. - 2026-08-01 · v525 - L'etichetta «Reference: ...» esce dalla curva. Stava dentro il riquadro e copriva la forma d'onda proprio all'inizio, che è il punto che si guarda di più. Ora sta sopra il bordo, in chiaro, come una didascalia. L'etichetta della registrazione in corso resta dentro con lo sfondo scuro, perché lì serve per leggersi sopra l'onda. - 2026-08-01 · v526 - MOTORE DI REGISTRAZIONE NUOVO NEL LABORATORIO. Finora la registrazione non sapeva dire in quale istante esatto avesse cominciato a catturare: il ritardo cambiava a ogni registrazione - misurato su sei telefoni, da 18 a 131 millesimi di differenza fra una volta e l'altra - e nessun numero può compensare qualcosa che si sposta ogni volta. Era questo a rendere inutile la taratura. Ora i campioni vengono presi dallo stesso orologio del metronomo: sugli stessi sei telefoni il ballo scende a 0-21 millesimi. Resta un ritardo FISSO, diverso per dispositivo, ed è esattamente quello che la taratura sa curare: la fai una volta e il numero tiene. Se un browser non regge il motore nuovo, la registrazione ricade su quello di prima senza che tu debba fare nulla. Video, note vocali e Foto+voce non sono toccati. - 2026-08-05 · v527 - TORNA «AGGANCIA QUI». Toccando l'onda compariva un menu con 🎯 Aggancia qui, che mette il cursore in quel punto: serve ad allineare due curve - cursore sul colpo della prima, poi bersaglio sulla corsia della seconda. Nella v507 l'avevo scambiato per un doppione e trasformato nel comando della griglia: era un errore, sono due mestieri diversi. Ora il menu ha tutte e due le voci, separate e con nomi che dicono cosa fanno. E la traccia «Metronomo» non nasce più da sola a ogni strato registrato: era un click ricostruito a tavolino, non quello che hai sentito, occupava una corsia senza che nessuno l'avesse chiesta e partiva da un punto suo che non coincideva con la griglia. Chi la vuole la aggiunge con «+ come traccia». - 2026-08-05 · v528 - IL PRIMO BATTITO. Il motore nuovo apriva tutto da capo a ogni registrazione: l'app faceva partire la base e cominciava a contare, ma la raccolta del suono cominciava un attimo dopo, quando il motore aveva finito di prepararsi. In quel buco il primo battito finiva spostato, e dal secondo in poi tutto tornava a posto - era esattamente quello che si sentiva. Ora il motore si prepara una volta sola all'apertura della pagina e resta pronto: quando premi Record collega e parte, senza attesa. - 2026-08-05 · v529 - IL PRIMO COLPO DELLA REFERENZA NON SI PERDE. Per compensare il ritardo, la referenza veniva accorciata in testa di tanto quanto la latenza - circa un decimo di secondo di suono buttato via. Di solito lì c'è silenzio e non si nota, ma col metronomo il primo click cade esattamente in quella finestra e spariva: nella referenza il primo battito non c'era, negli strati sì (perché gli strati non vengono accorciati, si sposta il riquadro). Ora il taglio si ferma appena prima del primo suono: si rinuncia a qualche millesimo di compensazione, ma non si cancella più quello che hai suonato. - 2026-08-05 · v530 - TOLTA LA CORREZIONE DELLA v529. Per non perdere il primo colpo della referenza avevo fermato il taglio poco prima del primo suono. Ma il punto in cui si fermava dipendeva da com'è fatto il suono, non da un numero: con una taratura di 125 millesimi il taglio reale era di 89, e la referenza restava indietro di 36 millesimi rispetto agli strati - un difetto molto più grande di quello che voleva evitare. Ora il taglio torna esatto e referenza e strati coincidono di nuovo. Il primo click non era cancellato: finiva disegnato sul bordo del riquadro, dove non si vede. Quello si sistemerà in un altro modo. - 2026-08-05 · v531 - IL PRIMO CLICK NON SI PERDE PIÙ. La registrazione partiva esattamente sul battito, ma il temporizzatore del browser sbaglia di una decina di millesimi in modo casuale: quando partiva un attimo tardi, l'attacco del primo click era già passato e andava perso - ecco perché a volte c'era e a volte no. Ora la registrazione comincia un quarto di secondo prima del battito, e quel quarto di secondo viene tolto insieme alla latenza: il conto finale è identico al millesimo, ma il click ha un margine davanti e non può più essere tagliato. L'attesa prima di partire resta quella di sempre. - 2026-08-05 · v532 - LA TRACCIA CLICK PUÒ ESSERE PIÙ LUNGA DELLA REFERENZA. Finora «+ come traccia» generava un click lungo esattamente quanto la referenza. Ora accanto al bottone c'è una casella «lunghezza»: ×1 (come prima), ×2, ×4, ×8, ×16. Serve per avere un click lungo su cui costruire, registrando una referenza corta e suonandoci sopra molto oltre. I click già presenti non si spostano di un millesimo: allungare la durata aggiunge colpi in coda, perché il colpo numero k sta sempre allo stesso posto qualunque sia la lunghezza. - 2026-08-05 · v535 - LE BATTUTE DELLE CORSIE TORNANO IN LINEA CON QUELLE DELLA REFERENZA. Erano spostate di quattordici pixel e per giunta disegnate su una scala leggermente diversa, così che l'errore cambiava lungo il brano: il suono era a tempo ma il disegno no. Le cause erano due, sovrapposte, ed è il motivo per cui sistemarne una sola non bastava. Ora la corsia prende larghezza e punto di partenza dallo stesso riquadro della referenza invece di calcolarli per conto suo: non c'è più nessun numero da tenere allineato. Misurato su Samsung e iPhone: quanto previsto dal calcolo e quanto letto sullo schermo coincidono. Il tempo del suono non è stato toccato. - 2026-08-05 · v536 - IL BOTTONE DI MISURA, RIUNITO ALLA CORREZIONE. Nel pannello c'è un bottone «Misura la griglia» che legge le dimensioni vere dei riquadri sullo schermo e dice dove cade la stessa battuta nella referenza e nella corsia. Serve a capire perché le due non combaciano: dal codice si vedono i calcoli, non i numeri che producono sul telefono. Questa versione NON cambia nulla: non tocca né il tempo, né il disegno, né le formule. Misura e scrive. - 2026-08-05 · v537 - LE CORSIE TORNANO SOTTO LA REFERENZA. Le battute della corsia erano già a posto dalla v535, ma quelle sono disegnate su uno strato invisibile appoggiato sopra: il contenuto VERO — il riquadro dello strato, i suoi secondi, la take che cresce mentre registri — stava quattordici pixel più a destra, e quello che sbordava veniva tagliato. La causa: le righe degli strati sono figlie normali del riquadro delle corsie e cominciano dopo il suo margine interno, mentre lo strato delle battute comincia dal bordo. Due riquadri diversi con un numero solo: non potevano combaciare. Ora le righe si allargano fino al bordo, quindi i due riquadri sono lo stesso riquadro e non c'è più niente da tenere allineato. E il bottone Misura la griglia ora misura anche la corsia VERA: dove comincia e quanto è larga, confrontate con l'onda della referenza — prima leggeva solo lo strato invisibile, ed è per questo che diceva «scarto 0» mentre sullo schermo lo scarto si vedeva. Il tempo del suono non è toccato. - 2026-08-07 · v538 - OGNI COSA DISEGNATA UNA VOLTA SOLA. Intorno alla referenza i secondi erano scritti due volte: sopra il riquadro nel righello delle battute e sotto, in fondo all'onda. Il doppione di sopra finiva esattamente sulla scritta «Reference: …» e la attraversava. Ora c'è solo quello in fondo, il righello si accorcia e l'etichetta ritrova la sua riga. Nelle corsie succedeva la stessa cosa in peggio: OGNI strato disegnava il suo righello dei secondi, così con due strati c'erano due righelli identici sovrapposti alle battute — tre griglie nello stesso spazio, mentre la referenza ne ha una sola. Ora ce n'è uno per tutte le corsie, in fondo, disegnato nello stesso riquadro delle battute (quello che la v537 ha dimostrato allineato al centesimo di pixel). E il bottone Misura la griglia adesso dice «COMBACIANO» quando gli scarti sono zero, invece di dire «problema di origine» guardando solo se lo scarto cambia; misura anche le fasce sopra la curva, così la sovrapposizione si vede nei numeri e non solo a occhio. Questa versione TOGLIE disegno: non tocca nessuna percentuale, nessun tempo, nessuna formula. - 2026-08-07 · v539 - LA MISURA DEL RITARDO ADESSO SA DIRE DI NO. Prima, se registravi col volume a zero, con il suono saturo o dei colpi a caso, ti restituiva comunque un numero con l'aria di essere una misura — e quel numero te lo tenevi per sempre: chi tarava sul rumore stava peggio di chi non tarava affatto, perché partiva da un errore casuale invece che da uno noto. Ora ci sono quattro controlli, gli stessi già collaudati nella pagina di prova del motore: troppo piano, troppo forte (suono saturo), pochi colpi, colpi sparpagliati. In più è sparita la finestra fissa che accettava qualunque cosa cadesse entro mezza battuta dal click — a 50 bpm erano 540 millesimi di secondo: adesso ogni colpo si misura dal battito più vicino e a decidere è il gruppo, non una soglia. Seconda cosa: il bottone della misura era in fondo a un pannello di dieci righe e nessuno lo trovava, così ora compare da sé un invito quando ci sono le condizioni per misurare (una referenza registrata, il click acceso, nessuna taratura fatta), con Misuralo ora / Non ora / Non chiedermelo più. Terza: dopo aver applicato il numero l'app avvisa che le registrazioni già fatte restano com'erano e che per sentire la differenza serve un lavoro nuovo. Il motore di registrazione non è toccato. - 2026-08-07 · v540 - DUE RIPARAZIONI SU COSE ROTTE DA ME. Prima: sotto la referenza compariva una strisciolina con dei numeri tagliati a metà anche quando non c'era nessuno strato. Fino alla v537 i secondi erano disegnati dentro ogni corsia, quindi senza corsie non c'erano; spostandoli nello strato di fondo (v538) si disegnavano anche nel vuoto. Ora si disegnano solo se c'è almeno uno strato, come prima. Seconda: l'invito a misurare il ritardo non compariva. Nella v539 lo facevo ricontrollare dopo che una registrazione veniva decodificata, ma le strade per arrivare ad avere una referenza sono tante — registrare, caricare un file, usare una take, riaprire un lavoro — e ne avevo agganciate due: in tutti gli altri casi l'invito non si faceva mai vedere. Invece di rincorrere le strade una per una, adesso le tre condizioni si guardano da sé ogni secondo e mezzo. Terza cosa, piccola: il bottone Misura la griglia dice anche quanto è alto il riquadro delle corsie e cosa contiene, così la prossima strisciolina misteriosa si identifica con un numero invece che con una foto. - 2026-08-07 · v541 - LA STRISCIA E L'INVITO, CHIUSI ALLA CAUSA. La strisciolina sotto la referenza nei lavori senza strati non era un disegno di troppo: era il riquadro delle corsie che si apriva di cinque pixel. Dalla v538 quel riquadro riceve un margine interno in basso quando ci sono strati, e quando non ce ne sono glielo toglievo scrivendo il vuoto — ma il vuoto non azzera, CANCELLA il valore scritto sull'elemento, e allora torna a valere la regola del foglio di stile, che sui telefoni stretti dice cinque pixel. Adesso ci scrivo zero e il riquadro resta chiuso come prima della v538. Seconda: l'invito a misurare il ritardo stava in fondo al pannello di registrazione, sotto dieci righe di impostazioni — cioè esattamente il difetto che doveva curare. Ora sta appena sopra il bottone Record e compare dal primo momento, senza aspettare che tu abbia già registrato: prima pretendeva la griglia accesa E una referenza già fatta, quindi avvisava a danno avvenuto. E se un numero c'è già ma è quello dichiarato dal sistema, lo dice: quel valore non è una misura. - 2026-08-07 · v542 - UN METRO ALLA VOLTA. Nello stesso riquadro correvano due righelli a tutta altezza: i secondi (tempo dell'orologio) e le battute con i battiti (tempo della musica). Non si incontrano mai — a 100 bpm una battuta dura 2,4 secondi, quindi le due griglie si incrociano ogni volta in un punto diverso e alla fine non si legge più né l'una né l'altra. Adesso, quando la griglia è accesa, le righe verticali dei secondi non si disegnano: restano le tacchette e i numeri in fondo, che servono per orientarsi ma non attraversano nulla, e a tutta altezza restano solo le battute e i battiti. Con la griglia spenta tutto torna come prima, perché lì i secondi sono l'unico riferimento che hai. Vale allo stesso modo per la referenza e per le corsie, e tutte e due chiedono la stessa cosa alla stessa spunta. Questa versione toglie disegno: non tocca nessuna percentuale, nessun conto e nessun tempo. - 2026-08-07 · v543 - «SALVA SUL DISPOSITIVO» DICE COME È ANDATA. Era aperto da luglio e sembrava un pulsante che non faceva niente. Erano due cose insieme. La prima: l'esito veniva scritto in cima al pannello mentre il pulsante sta in fondo, quindi da telefono il messaggio finiva fuori schermo — adesso compare anche sotto al pulsante, dove stai guardando. La seconda: si ascoltavano solo «fatta» e «errore», ma quando il browser rifiuta di scrivere — spazio esaurito, archiviazione bloccata, navigazione privata — la scrittura viene ANNULLATA, e l'annullamento ha un suo avviso che non ascoltava nessuno: il salvataggio falliva in perfetto silenzio. Ora si ascoltano tutti e tre gli esiti e si legge il motivo vero, che sta sulla richiesta e non sulla transazione: se lo spazio è finito te lo dice e ti manda a cancellare qualche video. Terza cosa, meno visibile ma peggiore: l'identificativo della registrazione veniva scritto PRIMA di sapere se il salvataggio era riuscito, quindi dopo un fallimento l'app restava convinta di avere una take che non esisteva. Adesso si scrive solo a cose fatte. - 2026-08-07 · v544 - «SALVA SUL DISPOSITIVO» SALVAVA NEL POSTO SBAGLIATO. Scriveva nell'archivio interno del browser: cioè esattamente quello che l'app fa già da sola a ogni registrazione. Era un doppione dell'autosalvataggio, e per giunta in un ripostiglio che si svuota se cancelli i dati del sito. Adesso quel pulsante mette il file nella memoria del telefono e chiede dove: prova nell'ordine la finestra di sistema (sul computer), il foglio di condivisione del telefono (Android e iPhone: esce l'elenco con File, Drive e il resto) e, se non c'è nient'altro, lo scaricamento classico nella cartella Download. Il primo che esiste vince, e in tutti i casi ti dice cosa è successo. È sparito anche il pulsante «Scarica file», che ora sarebbe stato il doppione di questo. L'autosalvataggio nel browser resta com'era, ma passa da una sua funzione e lavora in silenzio: prima usava lo stesso codice del pulsante, ed è per questo che le due cose si erano confuse. - 2026-08-07 · v545 - I VIDEO NASCEVANO IN UN FORMATO CHE IL TELEFONO NON APRE. Uscivano in .webm, e la galleria di Android non lo mostra, molte app non lo accettano e Safari spesso non lo legge nemmeno: quindi era un problema anche per chi riceve un lavoro condiviso, non solo per chi salva il file. La causa era l'ordine in cui l'app chiede il formato al telefono: chiedeva webm per primo e mp4 per ultimo, e siccome su Android il webm c'è sempre, l'mp4 non veniva mai nemmeno provato. Ora si chiede prima l'mp4, che è il formato che apre tutto, e solo se il telefono non sa registrarlo si torna al webm di prima. Durante la registrazione la scritta dice quale formato è stato scelto, così non serve aprire il file per saperlo. I video già registrati restano com'erano: il formato si decide quando si registra, non dopo. La registrazione «Foto+voce» resta in webm di proposito, perché lì il video viene da un'immagine disegnata e l'mp4 non è detto che funzioni. - 2026-08-07 · v546 - I COMMENTI SI PORTANO VIA COL VIDEO. Finora il file salvato sul telefono era muto: i commenti restavano nell'archivio del browser, e chi voleva tenere tutto in locale, o passare il lavoro a un altro, li perdeva. Dentro un mp4 non c'è posto per metterceli, e riscrivere il file per infilarceli vorrebbe dire rifarlo da capo, cosa che nel browser non si può fare. Quindi si fa la cosa semplice: un secondo file, di testo, che sta accanto al video. Il pulsante «Commenti → file» lo salva con le stesse tre strade del video, e quando riapri il video basta ricaricare quel file dallo stesso pulsante «Apri video»: l'app riconosce da sé di che tipo di file si tratta, senza chiederti niente. I commenti vengono rimessi al loro secondo esatto e non sovrascrivono quelli che ci sono già: aggiunge solo quelli che mancano, e ti dice quanti ne ha rimessi. Dentro il file ci sono il tempo, il testo, l'autore e le risposte — tutto quello che un commento video contiene. E il video resta un mp4 normale, che si guarda ovunque. - 2026-08-07 · v547 - I COMMENTI SANNO DI CHE VIDEO SONO. Nella v546 il file dei commenti si posava su qualunque video fosse aperto in quel momento, anche su uno sbagliato, e senza dire niente: un difetto vero, perché un commento appiccicato al video sbagliato è peggio di un commento perso. Ora nel file c'è la carta d'identità del video — il nome, la durata e l'identificativo che ha nell'archivio dell'app — e succede questo: se hai già aperto il video giusto, i commenti entrano come prima; se il video è ancora nell'archivio dell'app, lo riapre da solo e poi ci mette i commenti, così basta scegliere il file dei commenti; se il video non si trova, te lo dice col suo nome e non tocca niente, ma ti lascia un pulsante per metterli lo stesso, se sai quello che stai facendo. Una cosa che va detta: una pagina web non può andare a prendersi un file dal telefono da sola, apre solo quello che scegli tu — per questo l'apertura automatica funziona quando il video sta nell'archivio dell'app, non quando sta in una cartella del telefono. - 2026-08-07 · v548 - LA MISURA DEL VIDEO. Su un Motorola l'audio di un appunto «Foto + voce» risulta tutto ammucchiato alla fine e la durata sembra sbagliata, mentre sugli altri telefoni provati va bene. Da una fotografia dello schermo quel sintomo può voler dire tre cose diverse, che chiedono tre riparazioni diverse: che il file contenga davvero del silenzio in testa, che l'audio sia corto ma il contenitore dichiari una durata maggiore (è un difetto noto del webm, che la durata non la scrive), oppure che la registrazione sia durata davvero così tanto. Invece di indovinare, questa versione aggiunge un pulsante che legge i numeri veri: apre il file, dice quanto dura secondo il contenitore, decodifica l'audio e dice quanto dura davvero, dove comincia il primo suono e dove finisce l'ultimo, quanto silenzio c'è in testa e in coda. E scrive in chiaro quale delle tre cose sta succedendo. Non tocca niente della registrazione: legge e basta. - 2026-08-07 · v549 - «FOTO + VOCE» ERA TROPPO PESANTE PER I TELEFONI PIccoli. La misura del video su un Motorola ha dato il numero che serviva: in 44,8 secondi reali il telefono aveva prodotto 15 secondi di filmato, cioè un terzo. Non stava dietro alla compressione, e da lì veniva tutto il resto: l'onda più corta del vero, i marker ammucchiati nel primo quarto (sono messi sul tempo dell'orologio mentre l'onda è disegnata su quello prodotto) e le durate assurde tipo 13 minuti per una registrazione di un istante. La causa stava in una riga: la tela della foto usava un lato massimo di 1280 fisso e non guardava mai la «Qualità» scelta, che veniva letta solo dalla registrazione con la telecamera. Così con 360p impostato si registrava lo stesso a 720x1280. Adesso la tela segue quella scelta (360p diventa 640) e i fotogrammi al secondo scendono da quindici a cinque, che per una foto ferma sono più che sufficienti: in tutto la compressione diventa dodici volte più leggera. E la misura del video adesso dice anche la resa, cioè quanta parte del tempo reale il telefono è riuscito a registrare: sotto il novanta per cento vuol dire che non sta dietro. - 2026-08-08 · v550 - I MARKER SCIVOLAVANO PERCHÉ MISURAVANO IL TEMPO CON UN ALTRO METRO. I segni stanno dentro il riquadro dell'onda, sovrapposti a lei, ma la loro posizione veniva calcolata sulla durata del VIDEO, mentre l'onda è disegnata sulla durata dell'AUDIO. Finché le due coincidevano non si vedeva niente; da quando il formato webm non scrive la durata e il browser la stima, le due si separano di qualche centesimo e i segni scivolano rispetto al suono che dovrebbero indicare. È la solita regola: un dato non può avere due origini, e l'origine giusta è quella del riquadro in cui si disegna. Adesso comanda il righello dell'onda, e la durata del video resta come riserva per quando l'onda non c'è ancora. La misura del video stampa i due righelli affiancati con il loro scarto, così la prossima volta si vede nei numeri invece che a occhio. Corretta anche una bugia della misura: diceva sempre «Foto+voce» come formato scelto, anche quando la registrazione veniva dalla telecamera, perché solo quel ramo lasciava scritto cosa aveva chiesto. - 2026-08-08 · v551 - MISURARE PERCHÉ LE MARCHE CADONO PRIMA DEL SUONO. Leggendo il codice si scopre un fatto: la marca viene timbrata con l'orologio da polso, nell'istante in cui il dito tocca il pulsante, mentre il suono di quello stesso istante entra nel file in ritardo di quanto ci mette il microfono. Due orologi diversi per lo stesso momento. Ma i ritardi in gioco sono tre e tirano in direzioni opposte — il tempo di reazione della mano manda la marca avanti, il microfono manda il suono avanti, l'altoparlante conta solo quando riascolti — e finché non si sa quale comanda, ogni correzione sarebbe una pezza travestita da fisica. Questa versione quindi non corregge niente: misura. Il bottone Misura il video adesso trova gli attacchi di suono nella registrazione, e per ogni marca dice a che distanza sta il suono che dovrebbe indicare, con la media e soprattutto la dispersione. Se lo scarto è sempre lo stesso è un ritardo del sistema e si corregge in un punto solo; se balla, comanda la mano e non c'è niente da correggere. Stampa anche i ritardi del dispositivo: quello vero misurato col click nel Lab, quello dichiarato dall'altoparlante e quello dichiarato dal microfono, più la parte di microfono stimata per differenza. - 2026-08-09 · v552 - LE MARCHE NASCONO AL PUNTO GIUSTO. Le misure su due telefoni hanno dato la risposta: la marca cade prima del suono di un ritardo costante — 205,6 ms sul Samsung, 286,8 sul Motorola — con una dispersione di 6 e 16 millesimi, cioè troppo regolare per essere la mano di una persona, che a battere il tempo non scende sotto i venti o trenta. Non è la latenza del microfono: quella, stimata, sarebbe 139 e 124, e la parte che avanza cambia troppo da un telefono all'altro. Viene dalla catena di registrazione del video, che è un'altra strada rispetto a quella del Lab, e quindi si può soltanto misurare sul posto. Adesso il bottone Misura il video, dopo che hai fatto qualche colpo secco segnandolo, propone di applicare il numero trovato, e da quel momento le marche nascono già in fase. Come nel Lab non cambia niente da solo: te lo mostra e decidi tu, e il valore si somma a quello che c'è già, così una seconda misura fatta dopo deve dare circa zero. Una correzione a me stesso: nella v551 la diagnostica diceva «si corregge sottraendo» ed era il verso sbagliato — la marca è in anticipo, quindi il suo tempo deve crescere per raggiungere il suono. Sottraendo si sarebbe raddoppiato l'errore. - 2026-08-09 · v553 - LA MISURA DICHIARA QUANTO È PRECISA, E SMETTE DI CHIEDERE CORREZIONI CHE NON SA MISURARE. L'energia del suono viene letta a finestrelle da venti millesimi di secondo: vuol dire che ogni numero prodotto è arrotondato a quel passo, e sotto quella soglia non si sta più misurando il fenomeno, si sta leggendo la grana dello strumento. La soglia sotto cui non proponevo la correzione però era quindici millesimi, cioè più fine della grana stessa: su un residuo di diciannove millesimi — che è rumore — il programma ha proposto di applicare un'altra correzione, e chi la applicava avrebbe tarato sul rumore. Adesso la risoluzione è scritta nella misura, la soglia sta al doppio della grana, e sotto quel valore la misura dice chiaramente che sei in fase e non c'è niente da applicare. Sistemata anche una frase che si leggeva male: quando il residuo era negativo diceva «va aggiunto meno otto millesimi», che è giusto ma incomprensibile; ora dice che vanno tolti. - 2026-08-09 · v554 - L'OROLOGIO DELLA REGISTRAZIONE RESTAVA INDIETRO. Su un Motorola un appunto di quattordici secondi risultava lungo quattordici MINUTI, la barra non si muoveva e l'immagine non si vedeva. Il conto del peso ha smascherato il numero: il file pesa 223 kB, cioè 1,79 megabit, e per quattordici minuti di solo audio ce ne vorrebbero ottantaquattro — mentre per quattordici secondi ne servono esattamente 1,78. Il file era corto: era l'orologio a mentire, e diceva il tempo passato dalla registrazione PRECEDENTE. La causa: il momento di partenza veniva segnato soltanto dentro l'avviso «comincio» del registratore, e su quel telefono, in modalità Foto più voce, quell'avviso non arriva mai. Adesso il momento si segna subito, senza aspettare nessun avviso; si cancella sempre quando la registrazione finisce, anche se qualcosa è andato storto; e una durata più lunga del massimo che l'app stessa consente viene rifiutata, perché non può venire da quella registrazione. Il bottone Misura il video adesso fa da sé il conto del peso, così la prossima durata impossibile si riconosce subito. - 2026-08-09 · v555 - LA TELA SI RIUSAVA, E SI PORTAVA DIETRO IL SUO PASSATO. Su un telefono gli appunti «Foto più voce» risultavano lunghi minuti invece che secondi, i primi secondi erano neri e l'immagine compariva solo in fondo. Tre file misurati hanno dato sempre la stessa struttura: la parte video dura esattamente quanto l'audio, ma comincia in ritardo — di 865 secondi, di 708, di 45 — e quel ritardo è il tempo passato da quando la tella su cui si disegna la foto era stata creata. La causa era una riga che diceva: se la tela esiste già, riusala. Ogni registrazione ereditava così la vita di quella precedente. Sulla maggior parte dei telefoni il sistema riazzera comunque le marche del tempo e non si vede niente; su altri no, e allora salta fuori tutto insieme. La regola per non sbagliare c'era già scritta nel registro dei problemi da un caso identico in un'altra parte del programma: sorgente nuova, contenitore pulito. Adesso prima di registrare si crea una tela nuova e ci si ricopia dentro l'immagine che c'è: stessa foto, stesse misure, ma il tempo riparte da zero. E la misura del video mostra il ritardo accanto all'età della tela sostituita, così la causa si legge nei numeri invece di doverla credere. - 2026-08-09 · v556 - ANCHE GLI APPUNTI CHIEDONO IL COMPRESSORE DEL TELEFONO. Su un Motorola gli appunti «Foto più voce» uscivano lunghi minuti invece che secondi, con i primi secondi neri e l'immagine solo in fondo, mentre le registrazioni con la telecamera sullo stesso telefono erano perfette. Misurando tutto quello che quel telefono produce si vede la differenza: la telecamera registra in mp4, che passa dal compressore dentro al chip, e la resa è del cento per cento; gli appunti registravano in webm, che va compresso via programma, e la resa scendeva al quindici. Un compressore che non sta dietro perde pezzi, e si porta dietro anche l'audio perché i due viaggiano insieme. La lista dei formati degli appunti chiedeva webm per primo e mp4 per ultimo, e siccome il webm c'è sempre, l'mp4 non veniva mai nemmeno provato: era rimasta l'unica strada non aggiornata dopo la versione che aveva sistemato la telecamera. Adesso chiede la stessa cosa, e se un telefono non sa registrare mp4 da un'immagine disegnata risponde di no e si torna al webm di prima, quindi non si può peggiorare. La funzione resta identica: si scatta la foto e si parla, come sempre. - 2026-08-09 · v557 - SI PUÒ FERMARE L'ASCOLTO NEL PANNELLO DEI MATERIALI. Il pulsante «Ascolta» faceva partire l'audio e restava «Ascolta»: premerlo di nuovo faceva solo ripartire da capo, e con un pezzo lungo — per esempio l'audio estratto da un video di tre minuti e mezzo — non c'era modo di zittirlo se non ricaricando la pagina. Adesso mentre suona diventa «Ferma», e torna «Ascolta» quando il pezzo finisce, quando lo fermi o quando scegli un altro pezzo dalla lista. La scritta non è decisa da una variabile tenuta a parte ma dall'audio stesso, che avvisa quando parte, quando si ferma e quando finisce: così non può succedere che il pulsante dica una cosa e le casse ne facciano un'altra. · v558 - VIA «AGGANCIA AL CLICK». Era una spunta del pannello REGISTRAZIONE che, allo Stop, spostava TUTTA la take per incollare il primo suono al battito piu' vicino. Serviva quando il motore di registrazione ballava: fra una registrazione e l'altra il ritardo di cattura cambiava da 18 a 131 millesimi, e nessun numero puo' compensare un bersaglio che si muove. Dalla v526 il motore prende i campioni dallo stesso orologio del metronomo e quel ballo scende a 0-21 millesimi; il ritardo che resta e' fisso e lo toglie la taratura. Da quel momento l'aggancio faceva solo danno: un attacco in levare, cioe' suonato apposta fuori dal battito, veniva schiacciato sul battito; e il punto da cui misurava era il primo suono qualunque esso fosse, quindi un colpo di sedia o un respiro spostavano tutta la take. Adesso lo strato resta dove e' stato suonato. Il conto e' identico a quello che l'app faceva finora con la spunta spenta - ed era spenta di fabbrica, quindi per chi non l'aveva mai accesa non cambia un millesimo. La spunta «Griglia» e' un'altra cosa e non e' toccata. · v559 - VIA IL PANNELLO «ALLINEAMENTO & OPZIONI». Era un riquadro giallo che si apriva sotto il mix e conteneva sette comandi che nel lavoro di tutti i giorni non servono piu': uno spostamento fine in millesimi, un aggancio del trascinamento, due cursori di volume e tre spunte di anteprima. I due volumi c'erano gia' anche in «Impostazioni strati», dove si vedono meglio e insieme a tutti gli altri; il resto apparteneva a quando la registrazione andava rimessa in fase a mano. Il pannello adesso non si apre. Quello che c'era dentro resta al suo posto di riposo, spento, e per una ragione precisa: non erano ornamenti, erano i numeri che l'app usa per decidere dove finisce quello che hai registrato e come suona il mix. Toglierli davvero vorrebbe dire riscrivere quei conti, e questa versione non tocca nessun conto: sposta soltanto una cosa fuori dagli occhi. «Save as», «Salva nuova take» e «Scarta e ri-registra» restano dove sono e si vedono come prima. · v560 - «SALVA NUOVA TAKE» SI VEDE ANCHE CON LA SOLA REFERENZA. Il riquadro che porta «Save as» e «Salva nuova take / condivisione non-user» si apriva soltanto quando c'era una registrazione appena fatta oppure almeno uno strato acceso: con la sola referenza restava chiuso, e quindi non c'era modo di salvarla o condividerla. Il bottone dentro, invece, funzionava benissimo anche cosi' dalla v471: era stato sistemato il comando e non il momento in cui si vede, cioe' una riparazione fatta in un posto solo. La causa: una domanda sola per due cose diverse. Lo stesso numero decideva se aprire il riquadro E se mostrare «Ascolta il mix», ma le due cose non chiedono la stessa cosa - per salvare basta avere qualcosa, per ascoltare un mix servono almeno due voci. Adesso sono due domande separate: il riquadro si apre appena c'e' una referenza, «Ascolta il mix» e «Stop» compaiono come prima solo quando c'e' davvero qualcosa da mescolare, e «La tua parte» e «Aggiungi strato» restano nascosti finche' non hai registrato. Vale anche dopo «Scarta e ri-registra»: butti la take, ma la referenza è ancora lì e si puo' salvare. · v561 - LA FORBICE DELLA REFERENZA STA DOVE LA CERCHERESTI. «Ritaglia referenza» era in due posti: un bottone nella barra sotto la curva e una piccola ✂ appesa all'angolo in alto a destra dell'onda. La seconda non faceva niente di suo - premeva il primo e gli spostava il pannello sotto il naso - quindi erano due maniglie per un comando solo, e su un telefono occupavano l'angolo gia' pieno di altri quattro bottoncini. Adesso il comando e' uno e sta dentro «⚙️ Impostazioni strati», in cima, nella riga della referenza, accanto a «Salva il riferimento con un nome»: le cose che riguardano la referenza stanno insieme, e la curva torna sgombra. Il pannello del ritaglio, con Inizio, Fine, Applica e Ripristina, e' identico a prima e si apre sotto come sempre. Niente e' stato tolto: e' stato messo in un posto solo. · v562 - «SCARTA» NON RESTA PIU' ACCESO SU NIENTE. Dopo ogni registrazione lo strato viene aggiunto da solo sotto la referenza, e da quel momento la take «appena registrata» non esiste piu': e' diventata una corsia. Il bottone «Scarta e ri-registra» pero' restava acceso lo stesso, perche' veniva mostrato un attimo prima e nessuno tornava a spegnerlo. Chi lo premeva vedeva le corsie restare al loro posto e leggeva «Take scartata»: due cose in contraddizione, e la seconda non era vera - non c'era piu' niente da scartare. Adesso il bottone guarda la propria condizione, che era gia' scritta: compare soltanto quando una take resta davvero fuori da ogni corsia, cioe' quando gli strati sono già sei e l'aggiunta si ferma. Nel lavoro normale sparisce e il pannello ha un bottone in meno. Ha anche un nome che dice cosa fa - «Scarta la take non aggiunta» - perche' quello vecchio faceva pensare che togliesse lo strato: per togliere uno strato c'e' la ✕ sulla sua corsia, e per la referenza il cestino sulla curva. · v563 - IL PULSANTE ⚡ AZIONI. Toccando una curva compare da sempre un menu con «Suona da qui», «Commenta», «Inizio qui», «Aggancia qui» e «il «uno» qui». Su un telefono quel menu non e' sempre comodo: si apre dove hai il dito, a volte si chiude per sbaglio, e se stai guardando la parte bassa della pagina tocca risalire. Adesso, nella barra sotto le corsie, c'e' un pulsante che fa comparire le STESSE voci riferite all'ultimo punto che hai toccato - e se non hai ancora toccato niente, al punto da cui parte la registrazione. Una cosa importante su come e' fatto: non sono due elenchi di comandi, e' lo stesso identico menu con due maniglie. Due elenchi separati sarebbero divergenti al primo cambiamento, ed e' esattamente il tipo di doppione che in questo programma e' gia' costato settimane. Nel menu entra anche «↺ azzera», che rimette all'inizio il «uno» della griglia e la partenza della registrazione: era solo nel pannello, adesso si raggiunge anche dalla curva - ed e' lo stesso comando, non una copia. · v564 - LE COSE DELLA REFERENZA STANNO INSIEME. «▶ Ascolta la referenza» stava nella barra della REGISTRAZIONE, in mezzo al bottone Record e alle impostazioni del microfono, mentre «Salva il riferimento» e «Ritaglia referenza» erano già dentro «⚙️ Impostazioni strati». Tre cose che si fanno alla stessa cosa, in due posti diversi. Adesso sono tutte e tre nella prima riga di quel pannello, nell'ordine in cui si usano: ascolta, salva, ritaglia. Il ▶ piccolo appoggiato sull'angolo della curva resta e funziona come sempre - quello non è un comando suo, è una scorciatoia che preme l'altro, e continua a diventare ■ mentre suona. Sistemato anche un dettaglio che confondeva: il bottone nasceva chiamandosi «Ascolta il riferimento» e dopo il primo uso si ribattezzava «Ascolta la referenza». Due nomi per lo stesso comando, ora uno solo. · v565 - IL PANNELLO DEGLI STRATI STA IN PIEDI ANCHE SUL TELEFONO. Riparazione di un mio errore: portando dentro «Impostazioni strati» l'ascolto e il ritaglio della referenza avevo guardato dove andavano le cose e non quanto sono larghe. Su uno schermo stretto tre etichette lunghe - «Ascolta la referenza», «Salva il riferimento con un nome», «Ritaglia referenza» - non stanno su una riga: si impilavano una sotto l'altra, ognuna larga quanto lo schermo, e il pannello diventava una colonna di bottoni giganti. Adesso i tre comandi si chiamano «Ascolta», «Salva» e «Ritaglia» - la riga sopra dice gia' che si parla della referenza, e la frase intera resta nel suggerimento - e stanno su una fila sola. Sotto i 560 pixel i bottoni di questo pannello si stringono anche di padding e di testo, quindi tornano su una riga anche i comandi di sincronia degli strati (-100 -10 -1 +1 +10 +100) e «Salva strato». Fuori da qui non cambia niente. E la scritta «Reference», unica parola inglese rimasta nel pannello, adesso dice «Referenza». · v566 - ⚙ AVANZATE. Il pannello REGISTRAZIONE aveva dieci righe di roba, e in mezzo c'erano cinque cose che si toccano una volta ogni tanto: le due misure (📐 il ritardo del dispositivo e 📏 la griglia), il conteggio 3·2·1, lo spazio extra per una coda e la spunta che scollega il tempo da quello dell'altro pannello. Adesso stanno tutte insieme dietro un pulsante «Avanzate», in fondo al riquadro della registrazione. Il pannello non cambia mai contenuto, perché nessuna di quelle cinque dipende dal metronomo. E si chiude un difetto che c'era da settimane: 📐 e 📏 vivevano dentro la fila che compare solo quando accendi il Metronomo, quindi per misurare il ritardo del proprio telefono bisognava prima accendere il click senza sapere perché. Adesso si raggiungono sempre. 🎯 il «uno» qui e ↺ azzera restano invece nella riga del Metronomo: quelle due si nascondono da sole quando la Griglia è spenta, quindi hanno una condizione loro. Nessun comando è stato ricreato: sono gli stessi bottoni, spostati - così non possono esistere due copie che col tempo si comportano in modo diverso. · v567 - LA RIGA DEL METRONOMO TIENE SOLO IL TEMPO. Era diventata un cassetto: BPM, battiti, prova, aggiungi come traccia, suono, luce, griglia, il «uno» qui, azzera, batti il tempo, indipendente. Adesso ci resta quello che riguarda il tempo - BPM, battiti per battuta, Prova, «+ come traccia», Suono e la lucina - e il resto si è spostato dove ha senso. «Luce» e «Griglia» sono in Avanzate accanto a Conteggio, Spazio extra e Indipendente, e nascono accese tutte e due: la griglia serve appena apri un lavoro, non dopo averla cercata. «🎯 il «uno» qui» e «↺ azzera» non sono nel pannello perché stanno già dentro ⚡ Azioni dalla versione scorsa, e lì agiscono sul punto che tocchi invece che sul cursore, che è esattamente quello che serve. E «Batti il tempo» è sparito: il tempo si scrive nella casella accanto. Nessun comando è stato ricreato e nessuno è stato cancellato dal documento: quelli che non si vedono più restano al loro posto, perché due di loro sono l'appiglio a cui il programma appende le due misure - e toglierli avrebbe fatto sparire 📐 e 📏 senza dire niente. · v568 - DUE RIPARAZIONI DELLA VERSIONE SCORSA. La prima: le spunte «Luce» e «Griglia» non si vedevano da nessuna parte. Le spostavo in Avanzate cercando la riga giusta per posizione - «il secondo riquadro» - e il secondo riquadro non era quello delle opzioni: era il riquadro dove compare il risultato della misura del ritardo, che sta nascosto finché non misuri. Le due spunte finivano lì dentro e sparivano. Adesso quella riga ha un nome suo e la si cerca per nome, così non può più succedere nemmeno aggiungendo altre cose in mezzo. La seconda: nella riga del metronomo c'era una spunta chiamata «Conteggio» e in Avanzate una chiamata «Conteggio 3·2·1», e non erano la stessa cosa: la prima fa suonare una battuta intera di soli click prima di partire, la seconda mostra il tre-due-uno sullo schermo. Adesso la prima si chiama «Battuta a vuoto», che è quello che fa. · v569 - IL METRONOMO NON APRE PIÙ UN OROLOGIO NUOVO A OGNI PARTENZA. Su Safari da computer il metronomo faceva un colpo di troppo all'inizio, poi partiva dal battito 2 invece che dall'uno, e anche la registrazione cominciava sul battito sbagliato. La causa: ogni volta che il metronomo parte apriva un orologio audio nuovo, e su Safari un orologio appena nato è fermo finché il sistema non lo sveglia. In quell'attesa il programma segnava già un colpo e faceva avanzare il contatore dei battiti; al risveglio rimetteva a posto l'ora ma non il contatore, e da quel momento l'origine della battuta era spostata di un battito. Da lì tutti e tre i sintomi. La riparazione non è una sorveglianza: è togliere la causa. Adesso l'orologio è uno solo, aperto quando apri la pagina e mai più chiuso - la stessa cura che il registratore ha ricevuto tempo fa e che il metronomo non aveva mai avuto - ed è lo STESSO orologio del registratore, cosa che il programma dava già per vera pur non essendolo. E finché l'orologio non è davvero partito non viene segnato nulla: il contatore dei battiti e l'ora vengono messi a posto nello stesso istante, quindi non possono più separarsi. Premendo Test compare accanto un numero che dice se l'orologio era già pronto e quanti colpi sono stati segnati a orologio fermo: dev'essere zero. Il tempo del suono non è toccato: l'allineamento fra referenza e strati non passa da questi orologi, e la taratura misura sui campioni, quindi resta valida. · v570 - IL RISVEGLIO DELL'AUDIO SVEGLIAVA L'OROLOGIO SBAGLIATO. Al primo tocco sulla pagina il programma apriva un orologio audio, lo svegliava e dopo un secondo e mezzo lo chiudeva - e quello che l'app usa per suonare non veniva svegliato mai. Alcuni browser, Safari in particolare, lasciano muto un orologio nato senza che tu abbia toccato niente: si sblocca solo se lo si sveglia dentro un tuo gesto. Ecco perché il metronomo a volte si sentiva e a volte no, e sembrava dipendere dal caso: dipendeva davvero dal caso, cioè da quale tocco capitava prima. Adesso il primo tocco sveglia l'orologio vero, quello che suona, e se non ci riesce riprova al tocco successivo finché non ci riesce; appena è sveglio smette di riprovare. Nessun orologio viene più creato per essere buttato. Premendo Test, accanto, adesso c'è scritto anche se l'orologio era già stato svegliato da un tuo gesto. Seconda cosa: sono spariti dal Laboratorio la spunta «Luce» e il pallino che lampeggiava a ogni battito. · v571 - L'OROLOGIO DELL'AUDIO NASCE QUANDO TOCCHI LA PAGINA, NON PRIMA. La versione scorsa diceva che il problema era svegliare l'orologio dentro un gesto dell'utente. Sbagliato, e a dirlo è stata la misura che quella stessa versione aveva messo dentro: adesso scrive che l'orologio è sveglio e svegliato da un gesto, e il metronomo resta muto. La differenza vera sta altrove, e si vede confrontando con la versione che suonava: lì l'orologio nasceva dentro il tuo click sul pulsante Prova, qui nasceva all'apertura della pagina. Su Safari un orologio audio nato senza che tu abbia toccato niente resta muto per sempre: dice di essere acceso, ma non emette. Non conta dove lo svegli, conta dove nasce. Il registratore non se ne era mai accorto perché quell'orologio lo usa solo per ascoltare il microfono e non ha mai dovuto suonare. Adesso l'orologio nasce al primo tocco sulla pagina - uno solo, condiviso fra metronomo e registratore, mai richiuso - e la promessa di non ricrearlo a ogni registrazione resta intera, perché il primo tocco arriva sempre molto prima del primo Record. Accanto a Prova adesso c'è scritto anche se l'orologio è nato da un tuo gesto e se la spunta Suono è accesa: se dicesse di sì e ancora non si sentisse, anche questa spiegazione sarebbe da buttare. · v572 - IL COLPO CHE SI INCEPPAVA DURANTE LA REGISTRAZIONE. Mentre registri, ogni tanto un battito usciva raddoppiato - verso il settimo, poi fra il settimo e l'ottavo, mai allo stesso punto - mentre con il solo Test non succedeva mai. La causa: i battiti vengono programmati in anticipo da un giro che lavora sullo stesso filo di tutto il resto, e durante la registrazione quel filo è carico (si collega il registratore, si disegna l'onda dal vivo, si disegna il nastro). Se il giro tardava più dell'anticipo previsto, quando finalmente partiva l'istante del battito era già passato: un suono programmato nel passato esce subito, e quello dopo gli arriva quasi addosso. Da qui il colpo doppio, e da qui la sua irregolarità - le pause del filo sono irregolari per natura. Adesso un battito già passato non viene più suonato: si va avanti al primo battito futuro spostando insieme l'ora e il contatore, così la fase con la griglia resta esatta. Si perde un colpo invece di raddoppiarne uno, e un colpo che manca non sposta niente mentre uno raddoppiato falsa quello che senti. E l'anticipo passa da due a tre decimi e mezzo, così una pausa del filo di un terzo di secondo non obbliga nemmeno a saltare: l'istante in cui i click suonano non cambia di un millesimo. Accanto a Prova adesso c'è scritto quanti battiti sono stati saltati e qual è stata la pausa più lunga. Seconda cosa: è sparita la spunta «Battuta a vuoto», che non faceva niente - il conteggio 3·2·1 esce prima e la riga che la leggeva non veniva mai raggiunta. · v573 - NESSUNO SI ACCORGEVA CHE L'OROLOGIO DELL'AUDIO VENIVA INTERROTTO. Cambiando scheda del browser, o chiudendo e riaprendo la finestra, il metronomo restava muto - e tornava a sentirsi solo dopo essere passati da un altro browser e indietro. Contando nel programma: non c'era una sola riga che ascoltasse lo stato dell'orologio audio, e le tre che si accorgono del cambio scheda stanno tutte nel Video e non lo riguardano. Safari mette in pausa l'orologio quando la scheda passa in secondo piano e non lo fa ripartire da solo. Fino a poche versioni fa non si vedeva perché il metronomo ne creava uno nuovo a ogni partenza; da quando ce n'è uno solo, se resta in pausa ci resta per sempre. Adesso il programma ascolta: al ritorno in primo piano, a ogni cambio di stato e a ogni tocco, se l'orologio non sta camminando lo fa ripartire; e se è diventato inservibile ne fabbrica uno nuovo - che è esattamente quello che faceva la versione vecchia a ogni partenza, ma qui solo quando serve davvero. Cambia anche quello che si legge accanto a Prova: prima c'era una fotografia dell'istante, che diceva le stesse parole sia quando si sentiva sia quando no; adesso c'è un diario delle ultime cose successe all'orologio, con l'ora. Se ricapita, quel diario dice cosa è successo prima. · v574 - IL METRONOMO TORNA AD AVERE UN OROLOGIO SUO. I numeri dicevano che gli istanti dei battiti erano calcolati giusti - nessun battito saltato, pausa massima ventinove millesimi - eppure l'orecchio sentiva un'esitazione. Se il calcolo è giusto il problema è nella resa del suono, non nei tempi. Allora ho cercato l'unica cosa cambiata insieme alla comparsa del sintomo, ed è una mia scelta di qualche versione fa: avevo fatto condividere al metronomo lo stesso orologio del registratore, che però su quell'orologio monta il microfono e il pezzo che raccoglie i campioni. Fino a poche versioni fa il metronomo ne aveva uno tutto suo, di sola uscita, e su Safari funzionava. Quella condivisione non serviva a niente di sostanziale: né l'allineamento fra referenza e strati né la taratura del ritardo passano da quell'orologio, e l'ho verificato riga per riga. Quindi adesso sono di nuovo due, con un mestiere ciascuno: uno suona e basta, l'altro ascolta e basta. Tutti e due nascono quando tocchi la pagina, non vengono mai chiusi e vengono sorvegliati e fatti ripartire se il browser li mette in pausa - i quattro guadagni delle versioni scorse restano tutti. Su Chrome non cambia niente, perché due orologi separati erano la situazione di prima. E accanto a Prova compare un numero nuovo: la distanza fra un battito e il successivo, la più corta e la più lunga. Se restano uguali al valore atteso mentre l'esitazione si sente ancora, allora è dimostrato che non è il calcolo dei tempi e si smette di cercare lì. · v575 - SOLO MISURE, NESSUNA CURA. Ho dato quattro spiegazioni di fila del metronomo muto su Safari e sono state smentite tutte e quattro, l'ultima da un mio conteggio sbagliato: avevo accusato quattro punti del programma di non chiudere il loro orologio audio, e tre di quelle accuse erano false - guardavo poche righe attorno al punto in cui l'orologio nasce, mentre le chiusure stanno in fondo alle funzioni. Invece di provare una quinta spiegazione, questa versione non cambia niente e aggiunge soltanto i numeri che finora sono mancati. Ogni orologio audio che nasce o si chiude, in qualunque punto del programma, viene contato: accanto a Prova adesso c'è scritto quanti sono vivi in questo momento e quanti ne sono stati aperti in tutto. È tornato anche il campo che dice se l'orologio è nato mentre toccavi la pagina - l'avevo perso io nella versione scorsa, ed è proprio quello che serviva. E c'è un bottone nuovo, «Prova suono»: emette mezzo secondo di tono e misura con un analizzatore quanto suono esce davvero. Fino a ieri nessun numero sapeva distinguere «il programma crede di suonare» da «sta uscendo del suono», e senza quella distinzione ogni spiegazione era un'ipotesi. Se dopo questa versione il difetto è identico, è esattamente quello che deve succedere: questa non cura, misura. · v576 - LA PROVA DELLE DUE STRADE. Due correzioni a me stesso, prima di tutto. Il numero della versione scorsa - «picco 0.250, esce» - non dimostrava quello che avevo detto: quel misuratore sta dentro il grafo del suono, e che il grafo venga calcolato non vuol dire che il suono arrivi all'altoparlante. E le impostazioni di Safari non possono essere la causa, perché non sono mai state cambiate mentre il difetto è comparso adesso. Restava una domanda a cui nessun numero rispondeva: è muto solo il motore audio del browser, o è muta tutta la pagina? Sono due strade diverse: una costruisce il suono nota per nota, l'altra riproduce un file come farebbe un video. Adesso ci sono due bottoni affiancati, uno per strada: quello nuovo costruisce al volo mezzo secondo di la' e lo dà a un lettore normale, e dice se il lettore è partito davvero e di quanto è avanzato. Se si sente questo e non l'altro, il difetto è nel motore audio su Safari e si lavora lì; se sono muti tutti e due, nel programma non c'è niente da cercare. Questa versione non cura niente: serve solo a rispondere con un fatto. · v577 - L'OROLOGIO DEL MICROFONO SI PRENDEVA L'USCITA. La prova delle due strade ha dato la risposta: con un lettore normale il suono si sente, con il motore audio del browser no. Quindi non erano i permessi, non era la scheda, non era la pagina. Messo insieme allo storico, resta una spiegazione sola: su questo Safari l'uscita audio resta all'ultimo orologio creato. Il programma ne apre due - uno per suonare e uno per ascoltare il microfono - e da qualche versione quello del microfono nasceva subito dopo, al primo tocco sulla pagina, anche a chi voleva solo battere il tempo. Non suona mai, ma si prende l'uscita, e il metronomo continua a calcolare nel vuoto. È anche il motivo per cui prima funzionava: allora il metronomo si apriva un orologio suo a ogni prova, e nascendo per ultimo l'uscita ce l'aveva lui. Adesso l'orologio del microfono si prepara quando tocchi qualcosa che riguarda la registrazione - il pulsante Record, l'ingresso, la scelta della sorgente - e non prima: chi usa solo il metronomo ha un orologio solo, il suo. E se per qualunque strada quello dell'uscita non fosse più l'ultimo, viene rifatto nell'istante in cui premi, che è esattamente quello che faceva la versione vecchia. Accanto a Prova compare anche la scritta «uscita: ultima»: se dicesse «ultima» e ancora non si sentisse, anche questa spiegazione sarebbe da buttare, e si vedrebbe subito. · v578 - IL METRONOMO TORNA A COMPORTARSI COME PRIMA. Ho dato cinque spiegazioni del metronomo muto su Safari e sono state smentite tutte e cinque dai numeri che avevo messo nell'app apposta per poterle smentire. Non ne propongo una sesta. Questa versione riporta il metronomo a come si comportava fino a tre giorni fa, quando su quel computer suonava: si apre un orologio audio suo nel momento in cui lo fai partire e lo chiude quando lo fermi. Tutto quello che nel frattempo è stato capito davvero resta: il metronomo non parte più dal secondo battito, non fa più un colpo doppio se il programma è occupato, si riprende se il browser lo mette in pausa, e l'orologio del microfono si apre solo quando tocchi qualcosa che riguarda la registrazione. Restano anche tutti gli strumenti di misura, perché il giorno che questa cosa si capirà servirà partire da lì e non da zero. E resta tutta la pulizia dei pannelli, che non è mai stata in discussione. · v579 - IL METRONOMO TORNA FLUIDO IN REGISTRAZIONE. Con la versione scorsa il suono era tornato ovunque, ma durante la registrazione il click zoppicava più di prima. Le due cause stanno in cose che avevo aggiunto io. La prima: da qualche versione il registratore si preparava nell'istante in cui premevi Record, e in quell'istante il programma apriva il microfono, apriva un orologio audio, compilava il pezzo che raccoglie i campioni e ne apriva un altro per il metronomo, tutto insieme, mentre il click doveva già battere. Prima quelle cose erano pronte da molto tempo, perché venivano fatte appena aprivi la pagina. Serviva per non far nascere l'orologio del microfono dopo quello che suona, ma adesso non serve più: l'orologio che suona viene rifatto ogni volta nel momento in cui premi, quindi l'ordine non conta. La seconda: i numeri che avevo messo per inseguire il difetto venivano ricalcolati e riscritti venticinque volte al secondo dentro lo stesso giro che programma i battiti. Restano, ma adesso si aggiornano solo quando cambiano. · v580 - SI PUÒ SCARICARE UN AUDIO DAL LABORATORIO. Fino a oggi il pulsante «Salva» metteva la registrazione nell'archivio del browser, e per portare un file fuori dall'applicazione l'unico modo era passare dal Video. Adesso nella riga della referenza, dentro «Impostazioni strati», c'è anche «Scarica»: mette il file sul computer o sul telefono, con un nome che porta la data e l'ora. Sul computer si apre la finestra di sistema per scegliere dove, sul telefono il foglio di condivisione, e se nessuna delle due è disponibile parte lo scaricamento normale. Se annulli te lo dice, invece di far finta di niente. Serve subito a una cosa precisa: registrare il click del metronomo che rientra dal microfono e misurare fuori dall'applicazione dove cade davvero ogni colpo. Finora i numeri dicevano solo dove il programma aveva PROGRAMMATO i battiti - e quelli sono perfetti - ma nessuno poteva dire dove sono usciti. · v581 - IL MIX STA CON GLI STRATI. «Play mix» e «Crea curva» erano nella barra sotto le tracce, staccati dagli strati di cui sono la somma. Adesso stanno in fondo a «Impostazioni strati», dopo le righe dei singoli strati e dopo «La tua parte», su una riga loro segnata «Mix». E «Crea curva» si chiama «Crea mix», perché quella curva è il mix: disegnarla senza suonarlo serve a guardarlo e ad appuntarci sopra le note di lavoro. Il riquadro della curva resta dov'è, sotto le tracce, dove c'è lo spazio per vederla. · v582 - VIA «ASCOLTA IL MIX» E «STOP» DAL RIQUADRO DELLA REGISTRAZIONE. Erano due comandi di ascolto in mezzo ai comandi per registrare, e facevano la stessa cosa di «Play mix», che dalla versione scorsa sta in fondo a «Impostazioni strati» con gli strati di cui il mix è la somma. Adesso non compaiono più. Non sono stati cancellati e c'è una ragione precisa: tre punti del programma premono quel pulsante Stop da soli, per fermare l'ascolto prima di fare altro. Restano dove sono, spenti, e continuano a rispondere. · v583 - IL PULSANTE SI CHIAMA «LAVORI». Diceva «Lavori in corso (Laboratorio)»: tre parole per dire una cosa sola, e la precisazione fra parentesi serviva a distinguerlo da qualcosa che non c'è più. Dentro ci sono i lavori del Laboratorio, quelli in corso e quelli salvati, e adesso lo dice il suggerimento invece del pulsante. · v584 - IL PANNELLO SEGUE L'ORDINE IN CUI SI LAVORA. Il pulsante Record e la scelta di cosa senti mentre registri stanno adesso subito sopra le tracce, dove guardi mentre suoni, invece che dentro un riquadro più in basso insieme alle impostazioni. Il riquadro con «Usa la take», «Carica file», i materiali e le take locali è sceso sotto la REGISTRAZIONE: sono le cose che si toccano una volta all'inizio per scegliere da dove partire, e stavano in cima occupando lo spazio migliore. Il riquadro REGISTRAZIONE resta e tiene il metronomo, l'ingresso e Avanzate. Nessun comando è stato ricreato: sono gli stessi pulsanti, spostati, quindi non esistono doppioni e tutto continua a funzionare come prima. · v585 - IL PANNELLO DEI MATERIALI SI APRE SOTTO IL SUO PULSANTE. Nella versione scorsa avevo spostato in fondo i pulsanti per scegliere da dove partire, ma non i riquadri che quei pulsanti aprono: premendo «Aggiungi materiale» il pannello compariva sopra la curva, dov'era prima. Adesso i pulsanti e i quattro riquadri che aprono - materiali, take locali, take dalla nuvola e gestione - stanno in un contenitore solo e si spostano insieme, quindi non possono più separarsi. «Aggiungi materiale» si chiama «Materiale» e i tre pulsanti stanno su una riga sola; su un telefono tornano su due, perché tre etichette non ci stanno. E «⚡ Azioni» non rifiuta più quando non hai ancora registrato niente: il menu serve anche prima, perché il «uno» della griglia e il punto da cui parte la registrazione si scelgono proprio allora. · v586 - DOPO «NUOVO LAVORO» IL RIQUADRO DEL MIX RESTAVA APERTO. Cominciando un lavoro nuovo il palco si svuota e tutto viene azzerato, ma il riquadro con «Strati nel mix», «Aggiungi strato» e «Salva nuova take» restava aperto com'era, riferito a un lavoro che non esisteva più. Nella funzione che ripulisce c'era tutto - la referenza, la registrazione, gli strati, il disegno - tranne la riga che richiude quel riquadro. Adesso c'è. E i tre pulsanti per scegliere da dove partire stanno su una riga sola anche su schermo stretto: si stringe il testo invece di mandarli a capo. «Suono sopra», accanto al Record, non è sparito: compare quando c'è una referenza da sentire, ed è sempre stato così - senza una take non c'è niente da mettere sopra. · v587 - I TRE PULSANTI PER SCEGLIERE DA DOVE PARTIRE STANNO DAVVERO SU UNA RIGA. Nelle due versioni precedenti avevo messo la griglia a tre colonne e sullo schermo non cambiava niente. La ragione era una riga scritta nel foglio di stile tempo fa, che diceva al pulsante blu di attraversare tutte le colonne, quante fossero - serviva a farne un bersaglio comodo per il pollice sul telefono. Quella riga scavalcava tutto quello che scrivevo sull'elemento, e per due volte ho guardato nel posto sbagliato. Adesso è tolta: il pulsante occupa una cella come gli altri due e i tre stanno in fila. Comodo lo resta lo stesso, perché tutti e tre sono alti quarantasei punti. · v588 - LE CURVE PARTONO DA SINISTRA. La linea del tempo teneva sempre un margine vuoto di un secondo e mezzo prima dello zero, anche quando prima dello zero non c'era niente: con una registrazione di due secondi l'onda cominciava a un terzo dello schermo e ne occupava meno della metà. Quel margine serve solo se trascini uno strato prima dell'inizio, e in quel caso torna da solo. Adesso, quando non serve, è un decimo di secondo e l'onda usa tutta la larghezza. «Aggiungi strato» non compare più dopo ogni registrazione: lo strato viene aggiunto da solo appena smetti, quindi quel pulsante rifaceva una cosa già fatta. Resta solo nel caso in cui l'aggiunta automatica si ferma, cioè quando hai già sei strati. E la barra dei lavori sta su una riga sola: «Lavori», «Nuovo lavoro» e «Sincronizza», con la stessa cornice tutti e tre. · v589 - TRE RIPARAZIONI, DUE SU ERRORI MIEI DELLA VERSIONE SCORSA. «Aggiungi strato» non compare più: nella versione scorsa lo mostravo quando gli strati erano già sei, credendo fosse il caso in cui serviva, mentre è esattamente il caso in cui il programma rifiuta di aggiungerne un altro - lo mostravo quando premerlo non può fare niente. E quando funzionerebbe non serve, perché lo strato viene aggiunto da solo appena smetti di registrare. La curva torna a partire da sinistra anche dopo aver aggiunto uno strato: lo strato registrato ha un inizio spostato all'indietro di pochi centesimi per compensare il ritardo del dispositivo, e quei centesimi facevano scattare un margine minimo di un secondo e mezzo. Adesso il margine segue il bisogno vero. Chi ha bisogno di spazio a sinistra per trascinare uno strato più indietro può accendere «Spazio extra per una coda» in Avanzate. E i tre pulsanti dei lavori stanno su una riga sola: la scritta che dice dove si salva è scesa su una riga sua invece di contendere loro lo spazio. · v590 - DUE COSE CHE AVEVO ROTTO IO IERI. «Sincronizza» finiva a capo perché la scritta che dice dove si salva il lavoro sta in mezzo agli altri due pulsanti, e ieri le avevo detto di prendersi tutta la riga: un elemento largo quanto la riga manda a capo tutto quello che viene dopo di lui, quindi spingevo giù proprio il pulsante che volevo tenere su. E siccome quella scritta è vuota finché non hai un lavoro, il salto sembrava senza motivo. Adesso la scritta viene dopo i tre pulsanti. «Aggiungi strato» compariva dopo un ricaricamento della pagina e non al primo accesso: nasceva acceso e veniva spento subito dopo da chi disegna la riga degli strati, ma al ricaricamento quella riga viene ricostruita e il pulsante tornava com'era scritto, cioè acceso. Adesso nasce spento. È la stessa lezione: se una cosa non deve vedersi, si decide dove nasce, non dopo. · v591 - I LAVORI STANNO IN CIMA, CON LO STORICO. Il riquadro con «Lavori», «Nuovo lavoro» e «Sincronizza» era in mezzo alla pagina, fra il pulsante Record e le tracce. Ma quei tre comandi non riguardano come registri: riguardano quale lavoro stai aprendo, esattamente come lo «Storico del lavoro», e adesso stanno insieme a lui, sopra. Lo Storico non si è mosso e il suo pannello nemmeno. Il riquadro si è spostato tutto intero, con la sua cornice e con l'elenco che si apre premendo «Lavori»: non c'è il rischio che il pulsante finisca da una parte e quello che apre dall'altra, come era successo con i materiali. · v592 - «SUONO SOPRA» OCCUPA MENO ALTEZZA. La scritta stava di fianco al menu e insieme prendevano tutta la larghezza accanto al Record. Adesso la scritta sta sopra il menu, e tutti e due sono dentro la stessa cornice: sembrano un pezzo solo, come un pulsante con la sua etichetta, e la riga del Record si accorcia. Anche la scritta «Inizia a 0:00 - tocca l'onda per spostarlo» non va più a capo: resta su una riga, e se lo spazio è poco si accorcia invece di spezzarsi in due. · v593 - TORNA L'AVVISO DELLA TARATURA, DOVE SERVE. Era sparito, e la colpa è di una mia modifica di ieri: quell'avviso viene agganciato subito sopra il pulsante Record, e quando ho spostato il Record sopra le tracce l'avviso è rimasto indietro, in un punto della pagina dove non lo guarda nessuno. Adesso sta dentro il riquadro REGISTRAZIONE, subito sotto la riga del Metronomo: è lì che si accende il click che serve per misurare il ritardo, quindi è lì che lo si cerca. Continua a comparire subito, senza aspettare che tu accenda qualcosa, perché un avviso che arriva a lavoro già iniziato arriva a danno fatto. La spunta «Note in play» è andata in Avanzate, insieme alle altre opzioni che si toccano una volta. E la riga che dice in quale progetto stai salvando è salita in cima, sopra il riquadro dei lavori. · v594 - UN MATERIALE CARICATO NEL PROGETTO SI PUÒ ANCORA ASCOLTARE. Una take che stava solo sul telefono si ascoltava dall'elenco dei materiali; appena la caricavi nel progetto smetteva di farlo, e per sentirla dovevi per forza aprirla come riferimento o come strato. Il file era sempre lì, sul telefono, identico: quello che cambiava era solo l'etichetta della voce nell'elenco. Quando una take sta in tutti e due i posti le due voci vengono unite in una sola, marcata come «nel progetto», e chi fa ascoltare guardava soltanto quell'etichetta. Adesso guarda anche se la copia sul telefono c'è - il collegamento fra le due era già calcolato altrove - e la suona da lì, senza rete e senza attese. Il messaggio che dice di aprirla nel Laboratorio resta solo per i pezzi che sul telefono non ci sono davvero. · v595 - UNA PAROLA SOLA PER DIRE DOVE STA UNA COSA. Fino a oggi lo stesso fatto aveva nomi diversi a seconda di dove lo leggevi: nel Laboratorio «nel progetto», «solo qui», «sul telefono»; nel Video «in cloud» e «sul dispositivo». Due pannelli, due vocabolari per la stessa cosa. Adesso, dappertutto, si dice 💾 in locale e ☁️ in cloud - e quando una cosa sta in tutti e due, lo dice. «Condividi nel progetto» diventa «Metti in cloud» e «Sincronizza» diventa «Aggiorna il cloud», perché è quello che fanno. Il dischetto non è stato scelto a caso: era già il segno che l'applicazione usava per «solo qui», mentre il lucchetto ha già un altro mestiere - protegge i link condivisi - e dargliene un secondo avrebbe voluto dire toglierglieli tutti e due. Cambiano solo le parole: niente è stato spostato, nessun dato salvato sui telefoni è stato toccato. · v596 - «CONTENUTO DEL PROGETTO» TORNA NEL LABORATORIO. Stava in Impostazioni, ma quella lista dice cosa c'è nel progetto: è roba da lavoro, non da configurazione. In Impostazioni ci vai una volta ogni tanto, nel Laboratorio ci stai sempre. Adesso sta subito sotto «Lavori», e i due elenchi si leggono uno dopo l'altro perché rispondono alla stessa domanda per i due posti: «Lavori» dice quello che hai in locale, «Contenuto del progetto» quello che c'è in cloud. Lo «Storico del lavoro» resta sotto tutti e due, perché risponde a un'altra domanda: cosa è successo a questo lavoro. Si è spostato tutto intero - la testata che si apre, l'elenco e i comandi per rinominare, eliminare e inviare - quindi non c'è il rischio che il titolo stia da una parte e quello che apre dall'altra. · v597 - OGNI LAVORO DICE DOV'È. Nell'elenco dei lavori mancava proprio l'informazione che ci si viene a cercare: quali sono già saliti nel cloud. Adesso ogni riga porta il suo segno, dischetto o nuvola, letto dallo stesso dato che usa la scritta grande in alto. Quella scritta è tornata accanto ai pulsanti invece di prendersi una riga da sola, e il pulsante del cloud adesso cambia nome secondo lo stato: dice «Metti in cloud» se il lavoro è solo in locale e «Aggiorna» se c'è già. È sempre stata la stessa azione - carica il lavoro nel progetto - ma chiamarla sempre allo stesso modo faceva credere che facesse due cose diverse. Ed è sparita la scritta «Sei in area personale» sopra il contenuto del progetto: due righe più su c'è già la banda che dice in quale progetto stai lavorando e dove si salva. · v598 - LO STATO SI LEGGE SUL PULSANTE, E SI GUADAGNA UNA RIGA. La scritta che diceva se il lavoro sta in locale o in cloud occupava una riga intera per due parole. Adesso quello stato è il colore e il nome del pulsante che lo cambia: rosso «Metti in cloud» quando il lavoro sta solo qui, verde «Aggiorna» quando è già salito. Si legge sul comando che serve a cambiarlo, che è il posto più naturale, e i quattro pulsanti stanno su una riga. La scritta non è sparita: torna quando ha qualcosa da dire davvero - mentre carica, se sta aspettando, o se qualcosa non è riuscito. E «Contenuto del progetto» adesso ha la nuvola al posto della cartella, perché quella lista è esattamente ciò che sta in cloud. · v599 - SI PARTE DAL LABORATORIO, E IL METRONOMO SMETTE DI FARE DUE COSE. All'apertura l'applicazione mostra il Laboratorio, e la linguetta «Commenta» non c'è: quel pannello serve a una cosa sola, mandare un lavoro a chi non ha un profilo, e compare da sé nel momento in cui ci si va - per esempio premendo «Salva nuova take», che già ci portava. Chi arriva da un collegamento condiviso la vede come sempre. «Contenuto del progetto» ora nasce chiuso e si apre toccandolo: può avere decine di righe e se le prendeva tutte. E il metronomo: fino a ieri la sua spunta faceva due cose insieme, accendeva il click e apriva le impostazioni, quindi per richiudere quelle dieci righe bisognava spegnere il metronomo. Adesso sono due comandi separati - la spunta accende il click, il triangolino accanto apre e chiude le impostazioni - e il metronomo nasce acceso con le impostazioni chiuse. · v600 - RIGHE PIÙ CORTE, E UNA REGOLA SOLA PER LA FORMA DEI COMANDI. La linguetta «Impostazioni» adesso è solo l'ingranaggio: quella barra andava a capo sui telefoni con cinque voci, e l'ingranaggio lo riconoscono tutti. Il nome resta nel suggerimento e per chi usa un lettore di schermo, perché un'icona senza parole guadagna spazio ma può perdere una persona. «Impostazioni strati» diventa «Strati»: la parola «impostazioni» la diceva già l'ingranaggio, e in più adesso ha il triangolino che si gira quando il riquadro è aperto - era l'unico dei quattro cassetti a non averlo. Sulla domanda se rendere tutti i comandi uguali: no, e per una ragione. Nell'applicazione una spunta significa «acceso o spento» e un pulsante col triangolino significa «qui sotto c'è dell'altro». Il metronomo è una spunta perché accenderlo cambia quello che senti; «Ingresso», «Avanzate» e «Strati» sono pulsanti perché aprirli non cambia niente. Renderli tutti uguali cancellerebbe questa differenza. · v601 - LE LINGUETTE STANNO SU UNA RIGA SOLA. Quando ricompare «Commenta» le cinque linguette non ci stavano più e l'ultima scendeva sotto. Il conto: le loro parole fanno trentuno caratteri, che alla dimensione di prima occupavano circa quattrocentouno punti su trecentonovantadue disponibili su un telefono - nove punti di troppo. Adesso, solo sugli schermi stretti, le linguette si stringono un po': testo leggermente più piccolo e meno spazio attorno, e ci stanno tutte con margine. Nessuna parola è stata tolta e nessuna linguetta nascosta: sono le stesse, solo più raccolte. Sul computer restano come prima, perché lì lo spazio c'è. · v602 - LE LINGUETTE TORNANO DELLA LORO MISURA. Nella versione scorsa, per farle stare su una riga, avevo rimpicciolito insieme il testo e lo spazio attorno: risultato, linguette più piccole dei pulsanti sotto e sessantacinque punti di spazio sprecato. Rifacendo il conto si vede che il testo non c'entrava: bastava togliere lo spazio in eccesso. Adesso il testo è tornato alla dimensione di sempre e le cinque linguette occupano trecentosettantasei punti su trecentonovantadue: ci stanno, e hanno la stessa importanza visiva del resto. I pulsanti sotto non sono stati toccati: sugli schermi stretti erano già più piccoli di quanto sembrasse, e Record è il comando più importante della pagina. · v603 - TRE AGGIUSTAMENTI DI ASPETTO. Il pulsante «Azioni» non aveva il bordo verde del suo gemello «Strati», e non era una questione di colore: il colore del bordo c'era, ma gli mancava la classe che il bordo lo disegna, quindi valeva la regola generale che lo toglie. Adesso i due sono identici. Il pulsante «Materiale» ha perso il blu: era l'unico colore fuori dalla tavolozza e saltava all'occhio più del pulsante Record; ora ha lo stesso vestito dei due che gli stanno accanto. E lo zoom: chiudere tutto dietro un pulsante avrebbe fatto sparire per primo «Adatta», che è quello che si usa al primo tocco. Quindi il contrario: «Adatta» e il numero restano sempre in vista, mentre il meno e il più stanno dietro una lente - anche perché sul telefono si stringe con due dita e servono di rado. · v604 - «STRATI» DIVENTA UN POSTO SOLO. Dentro quel pannello convivevano senza separazione la referenza, i singoli strati e il mix; e le spunte che decidono chi entra nel mix stavano in un riquadro a parte, lontano dagli strati a cui si riferiscono. Adesso ci sono tre fasce - REFERENZA, STRATI, MIX - e ogni voce ha la sua spunta accanto al nome. Le azioni sono le stesse per tutti: prima la referenza aveva ascolta, salva, scarica e ritaglia mentre uno strato aveva solo «salva»; adesso ogni strato ha la stessa fila, più la possibilità di eliminarlo. Sono gli stessi comandi che stanno già sulle corsie: due maniglie sullo stesso attrezzo, non due attrezzi. E c'era un difetto che si vedeva solo usandolo: uno strato tolto dal mix spariva dal pannello, quindi da lì non potevi più rimetterlo dentro né vederne il volume. Adesso resta, con la sua spunta spenta. · v605 - IL RITAGLIO DI UNO STRATO MOSTRA DI NUOVO DOVE STAI TAGLIANDO. Nella versione scorsa avevo aggiunto «Ritaglia» dentro la scheda di ogni strato, ma l'avevo chiamato senza dirgli su quale corsia lavorare: il taglio si applicava e le due maniglie di inizio e fine non comparivano, quindi si tagliava alla cieca. Adesso riceve la corsia giusta - la stessa che riceve la forbice sulla corsia, quindi le due strade fanno esattamente la stessa cosa - e la pagina scorre fino a lì, così vedi subito le maniglie. Se le corsie non fossero ancora disegnate non apre un ritaglio cieco: te lo dice. · v606 - LA SPUNTA «RIFERIMENTO» LO TOGLIE DAVVERO DAL MIX. L'avevo aggiunta due versioni fa dentro il pannello degli strati, e cambiava il valore giusto ma non succedeva niente: quel valore viene letto solo nel momento in cui il mix viene ricostruito, e nessuno lo ricostruiva. Il pulsante con l'altoparlante che sta sopra l'onda funzionava perché faceva anche il passo successivo, cioè ridisegnare il mix. Adesso le spunte del pannello fanno esattamente la stessa cosa, e lo dicono anche a parole quando escludi o rimetti qualcosa. Vale per il riferimento e per «La tua parte». · v607 - ARRIVA «APRI», L'ELENCO A COLONNE. Sotto i pulsanti per scegliere da dove partire c'è un elenco nuovo, fatto come una cartella del computer: per ogni pezzo il nome, dove sta - in locale, in cloud o in tutti e due - quando è stato creato, quando è stato modificato l'ultima volta e di chi è. Due tendine in cima: una per mostrare solo quello che sta in un posto, una per ordinare come si vuole - per nome, per data, per proprietario. Ogni riga ha «Apri» e i tre puntini con tutto il resto: ascolta, usa come referenza o come strato, rinomina, metti in cloud, elimina. Non è stata riscritta nessuna di queste azioni: sono le stesse di prima, chiamate da un posto in più. E i pulsanti di prima restano dove sono: si toglieranno solo dopo che questo elenco sarà stato provato, così se qualcosa non va nessuno resta senza modo di aprire un pezzo. · v608 - «APRI» ADESSO FUNZIONA. Nella versione scorsa quell'elenco era aperto di suo, si svuotava dopo un ricaricamento, le azioni accanto a ogni riga non facevano niente e la linguetta «Lavori» apriva un altro riquadro. Tre di questi quattro avevano la stessa causa: il programma è diviso in blocchi che non si vedono fra loro, e le funzioni che ascoltano, rinominano, eliminano vivono in un blocco diverso da quello dell'elenco. Da lì quei nomi non esistono, e ogni chiamata moriva senza dire niente. Per una di quelle funzioni il collegamento c'era già: adesso ce l'hanno tutte, fatto allo stesso modo. L'elenco nasce chiuso e si apre toccando «Apri», e la prima volta si riempie da solo. E la linguetta «Lavori» mostra i lavori lì dentro, con le stesse colonne dei pezzi. · v609 - «APRI» È FINITO. Le azioni accanto a ogni riga non facevano niente, e l'ho scoperto eseguendole invece di guardarle: il comando partiva, ma per dire «questo pezzo» scrivevo in un elenco nascosto che era vuoto, e un elenco rifiuta un valore che non contiene - così il comando riceveva un vuoto e usciva in silenzio. Adesso, se quel pezzo non è ancora nell'elenco, ce lo mette prima. Il filtro «in cloud» non mostrava niente perché escludeva le cose che stanno in tutti e due, cioè proprio quelle caricate: adesso «in cloud» vuol dire «c'è nel cloud», e la parola «solo» è sparita perché diceva il falso. I lavori adesso si riconoscono: hanno la loro icona e nei tre puntini trovi i loro comandi veri - riapri, riusa qui, rinomina, metti in cloud, elimina - non quelli dei pezzi. · v610 - LE AZIONI DELLE TAKE FUNZIONANO COME QUELLE DEI LAVORI. I lavori funzionavano e le take no, e la ragione erano due strade diverse: a un lavoro si dice quale, passandogli il suo numero; per una take invece il comando andava a leggersi da solo la scelta in un elenco nascosto - lo stesso elenco che un'altra parte del programma svuota ogni volta che si aggiorna. Un appoggio che si muove non è un appoggio. Adesso anche le take dicono al comando quale sono, e il comando prende quella: nessuna azione è stata riscritta, è cambiato solo il modo di dirle su cosa lavorare. La linguetta si chiama «Take» e non «Strati», e c'è una ragione: «Strati» è già il nome del riquadro poco più sotto e indica le tracce del lavoro che hai aperto. Dare lo stesso nome a due cose diverse nella stessa schermata è esattamente il problema che abbiamo appena finito di togliere altrove. «Take» invece è la parola che l'applicazione usa già dappertutto. · v611 - ADESSO LE AZIONI DELLE TAKE FUNZIONANO DAVVERO, E SO PERCHÉ PRIMA NO. Nella versione scorsa avevo sistemato il punto in cui i comandi leggono «su quale pezzo devo lavorare», credendo che ci passassero tutti. Contandoli uno per uno, due su cinque non ci passano: se lo leggono per conto proprio. E una di quelle due è proprio quella di «Apri», «Usa come referenza» e «Usa come strato», cioè le tre che si provano per prime. Avevo verificato una funzione e dato per buone le altre quattro. Adesso passano tutte e cinque dallo stesso punto, e quando nessuno dice niente si comportano esattamente come prima. E l'elenco che si apre adesso scorre dentro di sé invece di allungare la pagina: le due tendine restano in cima e il conto in fondo, anche con molte take o molti lavori. · v612 - TROVATO PERCHÉ LE AZIONI DELLE TAKE NON FUNZIONAVANO DA CINQUE VERSIONI. Ho smesso di leggere il codice e sono andato a vedere, mentre l'applicazione era in funzione, se quei comandi esistessero davvero: non esisteva nessuno dei cinque. Il motivo è che li avevo dichiarati tutti insieme, in una riga sola, dentro una parte di programma che ne conosce solo uno: gli altri quattro vivono in altre due parti separate. Quella riga si rompeva sul primo nome sconosciuto e la protezione che le sta attorno inghiottiva l'errore, così non veniva dichiarato nemmeno quello che lì c'era. Adesso ogni parte dichiara quello che ha, dove ce l'ha. E se un comando non fosse raggiungibile, il pannello lo dice invece di non fare niente in silenzio - che è la ragione per cui questo difetto è rimasto nascosto così a lungo. L'elenco adesso scorre davvero: i menu dei tre puntini uscivano dal riquadro che scorre e allungavano la pagina. · v613 - HO RIFATTO LO STESSO ERRORE DI DUE VERSIONI FA, E L'HO TOLTO ALLA RADICE. L'avviso «_matSel is not defined» diceva esattamente questo: due comandi su cinque chiamavano un aiuto che vive in un'altra parte del programma e da lì non esiste. È lo stesso sbaglio dei collegamenti di due versioni fa: guardo il programma come se fosse un testo unico, mentre è fatto di parti che non si vedono fra loro. Adesso quei due comandi non chiamano più niente che stia fuori da loro: leggono la scelta con tre righe che bastano a se stesse. Quel tipo di errore, lì, non può più capitare. E su un pezzo che sta solo nel cloud non compare più «Ascolta» per poi dirti che non si può: al suo posto c'è «Scarica e usa», che è quello che serve. · v614 - IL TASTO DI ASCOLTO DIVENTA FERMA, E FUNZIONA ANCHE PER IL CLOUD. Ogni riga dell'elenco ha adesso il suo tasto: premi e parte, ripremi e si ferma, e intanto il tasto mostra il quadratino invece del triangolo. Prima quella voce stava nel menu dei tre puntini e non cambiava mai aspetto, così una take lunga non si poteva più fermare - lo avevi già fatto notare. E i pezzi che stanno solo nel cloud adesso si ascoltano come gli altri: il programma sapeva già scaricarne uno, bastava chiederglielo. Per questo «Scarica» è tornato «Apri»: «Apri'» funzionava già, e la parola scarica faceva pensare a un passo in più che non c'era. Il lettore è uno solo per tutto l'elenco: se premi un'altra riga mentre la prima suona, la prima si ferma da sola. · v615 - «OGGI» CHE ERA IERI, E IL MATERIALE DEGLI ALTRI PROGETTI. L'elenco diceva che una registrazione era di oggi alle nove e quarantadue mentre erano le nove e trentotto: sembrava nel futuro. Il conto lo spiega: misuravo le ore trascorse invece dei giorni del calendario, e una cosa fatta ventitré ore e cinquantasei minuti prima risultava «di oggi» anche se era di ieri. Due registrazioni a nove minuti l'una dall'altra finivano in due giorni diversi. Adesso un giorno è un giorno. È tornata anche la possibilità di vedere il materiale di tutti i progetti e non solo di quello aperto: c'è una terza tendina che lo sceglie, e comanda la stessa spunta di prima, così i due pannelli restano d'accordo. E le due linguette Take e Lavori adesso hanno il bordo e si vede che sono pulsanti: gli mancava la classe che disegna la cornice, ed è la terza volta che questo dettaglio morde. · v616 - «MOSTRA ANCHE GLI ALTRI PROGETTI»: UNA SPUNTA, E FUNZIONA DAVVERO. La tendina della versione scorsa era un pulsante in più e per giunta non faceva quello che diceva. Per le take premeva la spunta giusta ma poi ricaricava una seconda volta, e la seconda richiesta veniva scartata perché la prima era ancora in corso: funzionava a metà, a seconda dei tempi. Per i lavori non funzionava affatto, perché l'elenco dei lavori veniva preparato senza filtro e il filtro vero stava più avanti, in un altro punto. Adesso c'è una spunta sola, che occupa una riga invece di un pulsante, e comanda le due strade ciascuna nel modo giusto: per le take lascia lavorare la spunta di sempre senza disturbarla, per i lavori scrive la stessa impostazione che l'altro elenco già leggeva. · v617 - SI PUÒ ORDINARE PER PROGETTO. Nella tendina che sceglie l'ordine mancava proprio la voce che serve quando accendi «mostra anche gli altri progetti»: senza, le cose dei vari progetti restano mescolate e quella spunta serve a poco. Adesso c'è, e vale sia per le take sia per i lavori, perché tutte e due portano già con sé il nome del progetto. A parità di progetto restano ordinate dalla più recente, e quello che non sta in nessun progetto finisce in fondo invece che in cima: un elenco che comincia con le cose senza nome sembra rotto. · v618 - SI SCEGLIE IL PROGETTO DA UNA TENDINA. Hai ragione: ordinare per progetto mette insieme le cose dello stesso progetto, ma se i progetti sono tanti devi comunque scorrere tutto per trovare il tuo. Adesso c'è una tendina che elenca i progetti: scegline uno e vedi solo quello. Al primo posto c'è il progetto in cui stai lavorando, al secondo «tutti», poi gli altri per nome. La spunta «mostra anche gli altri progetti» non serve più e è sparita: scegliere un progetto dice già tutto, e quando serve guardare fuori la tendina accende da sé quello che serve per caricarli. Vale per le take e per i lavori, e il confronto è sul numero del progetto e non sul nome, perché due progetti possono chiamarsi uguale. · v619 - LA TENDINA DEI PROGETTI MOSTRA I NOMI VERI. Nella versione scorsa elencava solo «questo progetto» e «tutti»: i progetti veri non comparivano, e la colpa era mia. Il collegamento che li fornisce non è un elenco ma una funzione da chiamare, e io lo trattavo come un elenco: l'errore finiva in una protezione che lo nascondeva, e restavano le due voci di partenza. Nella mia prova non si vedeva perché avevo messo io un elenco finto - la prova era più comoda della realtà, ed è lo stesso sbaglio di metodo che mi è già costato caro. Adesso la tendina elenca i progetti per nome, con quello in cui stai lavorando già scelto e segnalato, e in cima una sola voce in più per guardare dappertutto. Se il progetto aperto non fosse ancora nell'elenco, perché appena creato, viene aggiunto da sé. · v620 - LE TRE TENDINE SU UNA RIGA SOLA. Una tendina è larga quanto la sua voce più lunga, e con i testi di prima le tre occupavano cinquecentosettantadue punti su trecentonovantadue disponibili: impossibile. Accorciando le voci scendono a trecentosessantasette e ci stanno con margine. Le frasi per esteso non sono sparite: sono passate nei suggerimenti, che compaiono tenendo premuto. Sul nome ti ho detto di no: quella tendina non filtra, ORDINA, mentre le altre due filtrano davvero - una per dove sta la roba, una per progetto. Chiamarle tutte «filtro» sarebbe un nome che dice una cosa per un'altra, cioè esattamente quello che abbiamo passato la giornata a togliere. Ho usato la doppia freccia, che vuol dire «ordina» dappertutto ed è più corta di qualunque parola, e le altre due tengono la loro icona. · v621 - IN FONDO RESTANO DUE COMANDI: «Apri» e «Carica file». «Usa la take» e «Materiale» non compaiono più: il primo prendeva la registrazione aperta nel pannello dei commenti, che ormai è nascosto; il secondo apriva esattamente l'elenco che adesso vive dentro «Apri». «Carica file» invece resta, e non era negoziabile: prende un file dal telefono, cioè fa entrare qualcosa da fuori, mentre «Apri» elenca quello che l'applicazione già conosce - due cose diverse, nessuna delle due copre l'altra. I due nascosti non sono stati cancellati: se qualcosa non va si torna indietro di una versione sola. E c'era una trappola: quei due pulsanti servivano anche a preparare il registratore al primo tocco, e un pulsante nascosto non riceve tocchi - al loro posto ora c'è «Apri». · v622 - «SUONA DA QUI» ADESSO SI PUÒ FERMARE. Partendo da quel comando la riproduzione cominciava ma il pulsante di ascolto sulla corsia restava com'era, quindi premendolo il programma credeva che non stesse suonando niente e faceva partire un secondo suono invece di fermare il primo - e non c'era nessun altro modo di fermarlo. La causa: sulla corsia convivevano due lettori che non si parlavano, uno usato dal pulsante e uno usato da «Suona da qui». Adesso è uno solo: chi parte da «Suona da qui» si prende anche il pulsante, che diventa il simbolo di pausa e ferma davvero, e torna al triangolo da solo quando il suono finisce. È la stessa correzione fatta ai tasti dell'elenco delle take: chi fa partire un suono da una strada nuova deve prendersi in mano il comando che quella strada dovrebbe governare. · v623 - DUE COSE TOLTE ALLA RADICE. «Usa la take» e «Materiale» ricomparivano: li spegnevo dentro la funzione che disegna gli strati, che però gira solo quando c'è qualcosa da disegnare, quindi aprendo la pagina senza una registrazione restavano visibili. È lo stesso difetto di «Aggiungi strato» di qualche versione fa, e la lezione era già scritta nei miei appunti: se una cosa non deve vedersi, si decide dove nasce, non chi la spegne dopo. Adesso nascono spenti. E «Suona da qui»: la versione scorsa faceva commutare il pulsante ma non lo faceva fermare, e poteva far partire un secondo suono sopra il primo. Il motivo è che avevo messo una toppa invece di una cura - avevo lasciato due lettori e li avevo collegati a un solo pulsante. Adesso il doppione non c'è più: «Suona da qui» preme il pulsante di ascolto della corsia, cioè la strada che già sa partire e fermare, e poi sposta il tempo al punto che hai toccato. · v624 - IL PULSANTE DI ASCOLTO FERMA DAVVERO, ANCHE DOPO UN RIDISEGNO. Il tuo sospetto era giusto: partiva un secondo suono sopra il primo. Il motivo è che quel pulsante, per decidere se fermare o ripartire, confrontava sé stesso con il pulsante che aveva fatto partire l'audio. Ma le corsie vengono ridisegnate da trentadue punti diversi del programma, e ogni ridisegno butta via i pulsanti e ne crea di nuovi: da quel momento il confronto è fra un pulsante nuovo e uno che non esiste più, quindi dà sempre «no» e il programma, invece di fermare, fa partire. Adesso confronta il numero della corsia, che i ridisegni non cambiano. · v625 - «APRI» SALE IN CIMA E SI APRE SOPRA. Hai avuto l'idea giusta: invece di spingere giù le tracce, l'elenco si appoggia sopra la pagina come un foglio, con uno sfondo scuro dietro che si tocca per chiudere. Così è diventato possibile anche spostarlo in cima, al posto di «Lavori»: aprire è la prima cosa che si fa entrando, e quel riquadro risponde già alla stessa domanda - su quale lavoro sto, aprine uno, creane uno nuovo, mandalo in cloud. «Lavori» non compare più perché la sua linguetta sta dentro «Apri» con le stesse voci e gli stessi comandi. In fondo alla pagina resta «Carica file», che è un'altra cosa: non apre qualcosa che hai già, fa entrare qualcosa da fuori. E il foglio si chiude da solo appena scegli. · v626 - LO ZOOM SI È SPOSTATO SULLA RIGA DI «AZIONI». Erano due righe che insieme facevano cinquecentoventiquattro punti, troppi per una sola; ma il meno, il più e le frecce di scorrimento nascono nascosti dietro la lente, quindi quello che si vede davvero è molto meno. Togliendo anche la parola «Zoom» - che la doppia freccia di «Adatta» e la lente già dicono - si arriva a trecentoquarantasei punti e ci stanno tutti insieme. Si guadagna una riga intera di schermo. Quando apri la lente e compaiono meno, più e le frecce, la riga va a capo da sola invece di uscire dallo schermo. · v627 - I COMMENTI DELLA REFERENZA ARRIVANO ANCHE QUANDO LA TAKE VIENE DAL CLOUD. Non avevi sbagliato la prova: ci sono due strade per mettere una take come riferimento e non facevano la stessa cosa. Quella che legge dal telefono portava con sé i commenti; quella che scarica dal cloud passava sempre una lista vuota, quindi il riquadro verde restava vuoto qualunque cosa facessi. E i commenti nel cloud ci sono da sempre: il file che viene caricato li contiene, ma chi lo rileggeva restituiva soltanto l'audio e il nome, buttandoli via. Adesso viaggiano, e quando ne arrivano il messaggio te lo dice quanti sono. Nessun formato è stato cambiato: si legge un campo che veniva già scritto. · v628 - I COMMENTI NON SI PERDONO PIÙ QUANDO SALVI. La tua prova ha trovato una cosa che nessun controllo aveva visto: il problema non era leggerli, era scriverli. Ogni volta che il Laboratorio salvava - il salvataggio automatico del lavoro, oppure «Salva» sulla referenza - metteva una lista di commenti vuota, sempre. I commenti c'erano, in memoria, ed erano quelli che il riquadro verde mostrava: venivano buttati nell'istante del salvataggio. Riaprendo non c'era più niente da mostrare, né nel riquadro né sull'onda. Adesso viaggiano insieme alla registrazione. «Salva uno strato» resta senza, e apposta: quei commenti sono della referenza, non di quello strato, e attribuirli a lui sarebbe peggio che perderli. · v630 - LE REGISTRAZIONI DEL VIDEO HANNO UN NOME, E TE LO CHIEDE. Fino a ieri un video registrato si chiamava sempre «registrazione», tutti uguali; gli appunti avevano una data scritta in forma da macchina. Adesso il nome dice cosa c'è dentro - «Audio», «Snapshot» o «Video» - con la data e l'ora ai minuti, e appena finisci compare un riquadro col nome già scritto: lo tieni così o lo cambi. Non c'è nessun «non salvare», perché la registrazione è già al sicuro in tutti e due i casi: quel riquadro decide il nome, non se tenerla. I tre modi di registrare restano tre, distinti come prima: la versione che li univa è stata buttata perché faceva perdere l'allineamento fra la foto e il suo segnaposto. · v631 - VIDEO PIÙ ORDINATO. Registrando solo la voce non si apre più un rettangolo nero grande come lo schermo: lì l'immagine non c'è, e restano l'onda e i segnaposti, cioè quello che serve davvero. Il file resta esattamente lo stesso di prima - stesso formato, stessa durata, stessi segnaposti: si nasconde soltanto un riquadro vuoto. I tre modi di registrare adesso stanno su una riga sola, e «Anteprima» e il cambio di camera sono scesi sulla riga sotto: sono comandi della telecamera, non modi di registrare, e in mezzo agli altri confondevano. E il riquadro che chiede il nome adesso compare anche dopo un video vero: prima usciva solo per gli appunti, ed era una mia dimenticanza. · v632 - ANCHE NEL VIDEO L'ELENCO SI CHIAMA «APRI» E SI APPOGGIA SOPRA. Il pulsante che prima si chiamava «Materiale» ha lo stesso nome del Laboratorio, e l'elenco non allunga più la pagina: si apre come un foglio davanti, con lo sfondo scuro che si tocca per chiudere. L'elenco è esattamente quello di prima, con le stesse voci e gli stessi comandi: è cambiato solo dove viene appoggiato. Non ci sono ancora le colonne con le date e i progetti come nel Laboratorio, e non è una dimenticanza: nel Video quelle informazioni non ci sono tutte, e metterle adesso vorrebbe dire scrivere dati che non esistono. · v633 - IL RIQUADRO PER DARE IL NOME ADESSO COMPARE DAVVERO, SU OGNI REGISTRAZIONE. Non usciva sugli appunti, e il motivo è un errore mio: avevo agganciato la richiesta cercando una frase - «Registrazione conclusa» - che credevo appartenesse agli appunti, mentre appartiene ai video. Così finivano tutte e due nello stesso posto, e quella di troppo si rompeva in silenzio perché usava un nome che lì non esiste. Adesso ce n'è una per strada, agganciata alla fine vera di ciascuna. Qualità e peso sono diventati una tendina sola, sulla riga della telecamera insieme ad Anteprima, al cambio camera e a «Carica video»: sulla prima riga restano i tre modi di registrare. E tutti i pulsanti del Video hanno la stessa misura di quelli del Laboratorio: erano di sei misure diverse. · v634 - LA SCELTA DEL PROGETTO ADESSO SI VEDE. C'era già, ma stava sotto l'elenco dei video, che è alto otto righe: su un telefono bisognava scorrere fino in fondo per trovarla, e sembrava che non ci fosse. Adesso sta in cima insieme ai filtri, come nel Laboratorio: è lo stesso comando di prima, spostato dove si guarda. E la scritta che compariva fra i tre modi di registrare e «Carica video» è scesa sotto: è la riga che avvisa dei segnaposti da compilare e di quando una registrazione è finita, quindi non si butta, ma stando in mezzo spezzava in due le file dei pulsanti. · v635 - SALVA SUL TELEFONO PORTA VIA ANCHE I COMMENTI, E NEL VIDEO ARRIVANO LE AVANZATE. Prima erano due pulsanti e due gesti: prima il file, poi i commenti - e ricordarsi il secondo tocco era compito tuo, per nessuna buona ragione, con il rischio di portarti via un video senza quello che ci avevi scritto sopra. Adesso partono insieme, e i due file hanno lo stesso nome di base quindi restano vicini. Il pulsante dei commenti è sparito. «Misura il video» è finito dentro un cassetto «Avanzate» come nel Laboratorio: è uno strumento di misura, non un comando di tutti i giorni. E in «Apri» ci sono finalmente due tendine per scegliere cosa mostrare e in quale progetto guardare: c'erano già i comandi ma stavano in fondo a un elenco lungo, e per due volte ti ho risposto che c'erano invece di renderli visibili. · v636 - NEL VIDEO LA TENDINA ELENCA I PROGETTI PER NOME, come nel Laboratorio. Nella versione scorsa avevo messo «questo progetto» o «tutti»: cioè esattamente quello che nel Laboratorio era già stato bocciato e già corretto qualche versione fa. Avevo rifatto lo stesso sbaglio nell'altro pannello senza guardare come l'avevo risolto due centimetri più in là. Adesso scegli il progetto dal suo nome e vedi solo i suoi file, con il tuo già selezionato e «tutti» in cima. Se scegli un progetto diverso dal tuo, il programma carica da sé quello che serve, senza che tu debba accendere niente. · v637 - ADESSO SCEGLIENDO UN PROGETTO SI VEDONO SOLO I SUOI FILE. Nella versione scorsa continuavi a vederli tutti, e avevi ragione: costruivo l'elenco intero e poi provavo a nascondere le voci che non servivano, ma il modo in cui le nascondevo non è rispettato da tutti i browser - sul telefono restavano visibili. Adesso quelle voci non vengono nemmeno create: il filtro sta nel punto in cui l'elenco si forma, insieme agli altri due che c'erano già. È anche la prima regola scritta in questo progetto - filtrare all'ingresso, non pulire dopo - e l'avevo disattesa. · v638 - NEL VIDEO LE AZIONI DELL'ELENCO ADESSO SI VEDONO. Aprire, rinominare, eliminare funzionavano già, ma non te ne accorgevi: quei comandi rispondono con un messaggio scritto sotto la pagina, e con l'elenco aperto davanti quel messaggio finiva dietro. E se l'azione riusciva, il foglio restava comunque a coprire il risultato. Adesso, se non hai scelto niente te lo dice dentro il foglio; se hai scelto, il foglio si chiude appena il comando parte e vedi cosa è successo. Rinominare invece lascia tutto aperto, perché di solito si continua a guardare l'elenco. Nel Laboratorio funzionava già così e non l'avevo portato qui. · v639 - LA SCELTA NELL'ELENCO DEI VIDEO NON SI PERDE PIÙ. Toccavi un video e la selezione spariva, e i comandi rispondevano che non avevi scelto niente. Il motivo è che l'elenco viene costruito in due tempi: prima con i file che stanno sul telefono, poi di nuovo quando arriva la risposta dal cloud. La seconda ricostruzione avviene mentre stai già guardando l'elenco, e distrugge la voce che avevi toccato. Adesso la scelta viene ricordata e rimessa dopo ogni ricostruzione. La correzione sta dentro la funzione che ricostruisce, non nei sette punti che la chiamano, così vale anche per quelli che verranno. · v640 - SOTTO L'ELENCO DEI VIDEO ADESSO C'È SCRITTO COSA RISULTA SCELTO. La versione scorsa ricorda la scelta quando l'elenco viene rifatto, ed è una rete che non può fare danno; ma non sono riuscito a riprodurre il problema in laboratorio, e non voglio dirti che è risolto senza averlo visto rompersi e poi guarire. Così ho messo dentro l'applicazione la misura che mancava: una riga che dice sempre quale video risulta scelto e quante volte l'elenco è stato rifatto da quando l'hai aperto. Se tocchi un video e lì compare il suo nome, la scelta c'è e il problema è altrove; se compare «niente», si perde davvero e si vede dopo quale ricostruzione. · v641 - ADESSO SI PUÒ SCEGLIERE UN VIDEO. La riga di controllo aggiunta ieri ha detto la verità: l'elenco veniva rifatto cinquemila volte, cioè quarantacinque volte al secondo. Era un anello che avevo costruito io in due versioni diverse: in una avevo fatto richiamare il filtro alla fine della funzione che riempie l'elenco, nell'altra avevo trasformato quel filtro in «rileggi l'elenco» - e le due cose insieme si chiamavano a vicenda senza fine. Ogni giro svuotava l'elenco, quindi il video che toccavi spariva dopo pochi millesimi e nessun comando trovava più niente di scelto. La chiamata di troppo è stata tolta, e adesso c'è una protezione che impedisce a un anello del genere di riformarsi. · v642 - I COMANDI SOTTO IL VIDEO STANNO SU UNA RIGA SOLA. Erano quattro con etichette lunghe e occupavano cinquecentosessantotto punti su trecentonovantadue disponibili, quindi andavano a capo. Accorciandone due, come avevi detto, restavano ancora troppo lunghi: accorciandone quattro si arriva a trecentosettantacinque e ci stanno. Le parole intere non sono sparite, sono nei suggerimenti che compaiono tenendo premuto. «Play/Pausa» è diventato «Play»: il pulsante cambia già da sé quando la riproduzione parte, quindi scrivere tutti e due gli stati era rumore. E la scelta della qualità è entrata nel cassetto «Avanzate» insieme alla misura: si sceglie una volta e non si tocca più. Sulla riga della telecamera restano così i comandi che si usano davvero. · v643 - «CARICA VIDEO» PRENDE ANCHE I COMMENTI, IN UN GESTO SOLO. Adesso puoi scegliere due file insieme - la registrazione e il suo file di commenti - e il programma li mette a posto da sé, nell'ordine giusto: prima la registrazione, poi i commenti, perché i commenti hanno bisogno che la registrazione sia già aperta. Se ne dai uno solo funziona come prima. Il riconoscimento c'era già: nel file dei commenti è scritto a quale registrazione appartengono - con il suo numero, il suo nome e la sua durata - e se non combaciano l'applicazione chiede invece di posarli sopra al video sbagliato in silenzio. Mancava solo poterli prendere insieme. · v644 - APRENDO UNA REGISTRAZIONE, I COMMENTI TORNANO DA SOLI. Devo dirti prima un limite che non dipende da me: una pagina web non può andare a cercare un file sul telefono, riceve soltanto quello che scegli tu nella finestra di sistema. Quindi «apri il video e vai a prenderti anche il file dei commenti», alla lettera, non si può fare su nessun browser. Ma il problema si risolve lo stesso, e meglio: ogni registrazione fatta con Fasila è già conservata dentro l'applicazione insieme ai suoi commenti. Quindi adesso, quando apri un file video, l'app cerca nel proprio archivio una registrazione con lo stesso nome e la stessa durata e rimette i commenti da sola, dicendotelo. Il file dei commenti resta utile per portare tutto su un altro telefono: là si scelgono i due file insieme, come nella versione scorsa. · v645 - UN FILE SOLO: VIDEO E COMMENTI INSIEME. «Salva sul telefono» adesso produce un unico file, con dentro la registrazione e i suoi commenti, e «Carica video» lo riapre rimettendo tutto a posto: non c'è più niente da ricordare quando porti il lavoro sul computer o lo mandi a qualcuno. Il file non è compresso, e quindi non pesa più di prima - un video è già compresso di suo e comprimerlo ancora non guadagnerebbe niente; in compenso chiunque può aprirlo con un normale programma di archivi e trovarci dentro il video e i commenti come file veri, anche senza Fasila. Se non ci sono commenti si salva il video da solo, come prima. E le coppie di file già salvate continuano ad aprirsi. · v646 - ARRIVA «SALVA CON NOME», E FINALMENTE SI PUÒ TENERE IL MIX. Mancava una cosa piccola da dire e grossa da usare: il mix, cioè il risultato del lavoro, non si poteva né conservare fra le proprie take né portare fuori dal telefono - la referenza e gli strati sì, il mix no. Adesso c'è un pulsante accanto a «Salva nuova take» che apre un riquadro con due domande: cosa salvare - il mix, la referenza o uno strato - e dove metterlo: qui dentro fra le tue take, sul telefono come file audio, oppure sul telefono in un file unico che contiene anche i commenti. Quel file unico è lo stesso tipo usato dal Video: non comprime niente, quindi non pesa di più, e chiunque può aprirlo con un normale programma di archivi. Per il mix è l'unico modo di portarsi via i suoi commenti, perché quelli non viaggiano col lavoro. · v647 - L'APP DICE «SUL COMPUTER» QUANDO SEI AL COMPUTER. Fino a ieri diceva sempre «sul telefono», anche a chi la usa da un portatile. Adesso lo riconosce guardando tre cose invece di una - quello che il browser dichiara di sé, l'indirizzo con cui si presenta, e se lo schermo è stretto e si tocca con le dita: un portatile con lo schermo tattile non deve essere scambiato per un telefono. E il pulsante che salva insieme all'audio anche i commenti adesso dice dove finisce il file: prima si chiamava soltanto «con i commenti» e non si capiva. · v648 - «CARICA FILE» DEL LABORATORIO APRE ANCHE IL FILE UNICO, E VIA UNA SCRITTA DI TROPPO. Accanto al pulsante verde compariva una barra seguita da una enne: era un a capo scritto nel posto sbagliato, in una parte che il browser mostra come testo invece di interpretarla. Colpa mia, di due versioni fa. E adesso lo stesso pulsante che carica un audio riconosce anche il file unico prodotto da «Salva con nome»: se dentro ci sono i commenti, tornano insieme all'audio. Nessun pulsante nuovo: si guarda il nome del file, come fa già il Video. · v649 - QUANDO UN FILE NON SI APRE, ADESSO L'APP DICE COSA HA TROVATO DENTRO. Prima diceva soltanto «non contiene nessun audio», che non aiuta a capire se il file è vuoto, se ha un nome che non riconosco, o se non è un archivio di Fasila. Adesso elenca i nomi e le dimensioni di quello che c'è dentro. E riconosce correttamente anche i file che arrivano dal Video: prima cercava «tutto quello che non è un file di commenti» e trattava un filmato come se fosse un audio di tipo sbagliato. La riga del salvataggio è stata riordinata: «Carica file», il nome e «Salva con nome» stanno insieme, perché rispondono alla stessa domanda; sotto resta il pulsante verde, che fa un'altra cosa. · v650 - I COMANDI DEI FILE AL POSTO GIUSTO, E SI VEDONO SUBITO. «Carica file» e «Salva con nome» adesso stanno uno accanto all'altro: portano dentro e fuori un file, è la stessa domanda. Lo spazio per il nome è tornato sopra il pulsante verde, a cui appartiene - «Salva con nome» il nome te lo chiede da sé. E il riquadro dei file si vede da subito, anche prima di avere una registrazione: era nascosto finché non c'era una curva, ma è proprio quello il momento in cui serve, perché è il modo per far entrare il primo audio. Infine, quando un file non si riesce ad aprire, adesso l'applicazione dice quanto è grande e con quali caratteri comincia, e prova a riconoscerlo: così si capisce in un colpo se è un audio, un video, un file di soli commenti o un file vuoto. · v651 - UN FILE SI APRE PER QUELLO CHE È, NON PER COME SI CHIAMA. La riga di controllo aggiunta ieri ha detto la cosa giusta: il file che non si apriva pesava duecentottantaseimila byte e cominciava con la firma di un audio WAV, pur chiamandosi archivio. Un nome, passando per il foglio di condivisione e per il gestore dei file del telefono, può arrivare diverso da come è partito; il contenuto no. Quindi adesso l'applicazione prova ad aprirlo come archivio e, se dentro non c'è un archivio, guarda i primi byte: se sono un audio o un video lo apre e basta, dicendotelo. Il messaggio con i byte resta per quello che non riconosce, perché ha appena dimostrato di valere più di molte ipotesi. · v652 - I COMMENTI FINISCONO DAVVERO NEL FILE SALVATO. Salvando con i commenti non ne arrivava nessuno, né per il mix né per la referenza né per uno strato, e il motivo era nella scrittura, non nella lettura: tre errori diversi, uno per caso. Per il mix chiedevo i commenti a una funzione che non ne restituisce - li carica soltanto in una variabile, e quella andava letta. Per gli strati non c'era proprio nessun caso previsto: guardavo solo il mix e la referenza. E per la referenza li chiedevo a una funzione che li dà nella forma di una take, dove il tempo si chiama in un altro modo: arrivavano senza il momento a cui sono appuntati. Adesso ognuna delle tre fonti viene letta dove sta davvero, e tutte e tre finiscono nella stessa forma. · v653 - IL RIQUADRO DEI COMMENTI DICE QUANTI NE HA, E SI FA VEDERE. Ho misurato che il commento arriva davvero, con il suo momento e il suo testo, e che viene consegnato nell'ordine giusto a chi deve disegnarlo. Quello che non riesco a verificare in laboratorio è cosa succede dopo sul telefono, perché lì manca il lettore audio vero. Quindi la misura è andata dentro l'applicazione: la testata del riquadro adesso scrive il numero dei commenti che ha, e quando arrivano da un file il riquadro scorre da solo sotto i tuoi occhi. Se scrive uno e sotto non compare niente, il problema è in chi disegna le righe; se scrive zero, è prima. In tutti e due i casi si sa dove guardare, senza altre ipotesi. · v654 - IL MESSAGGIO DI APERTURA SI CONTROLLA DA SOLO. Per capire dove si perdono i commenti mi mancava un numero solo: quanti ne ha il riquadro DOPO che sono stati disegnati. Non posso saperlo dalla mia parte, perché in prova manca il lettore audio vero del browser e la catena si ferma prima. Ma quel numero può misurarselo l'applicazione: adesso il messaggio che compare in alto viene completato un attimo dopo il disegno e dice quante righe ci sono davvero nel riquadro. Se ne dice una ed è tutto a posto; se dice che in memoria ci sono ma nel riquadro non compaiono, il problema è nel disegno; se dice che in memoria non sono arrivati, è prima. Il numero che serve adesso si legge dove già guardi. · v655 - I COMMENTI DELLA REFERENZA ADESSO STANNO SOTTO LA REFERENZA. La misura aggiunta nella versione scorsa ha detto la verità: il commento arrivava, aveva il suo testo e il suo momento, ed era già dentro il suo riquadro. Il problema era dove stava quel riquadro: fra l'onda e i suoi commenti c'erano centonovantanove elementi - tutta la barra dei comandi, il pannello della registrazione e i comandi dei file. Su un telefono sono due schermate intere, quindi i commenti c'erano e non si vedevano. Adesso il riquadro è appena sotto la sua onda, dove appartiene. È lo stesso riquadro di prima, spostato: nessun disegno è stato toccato. E lo scorrimento automatico aggiunto ieri è stato tolto, perché una cosa che sta al suo posto non ha bisogno di essere rincorsa. · v656 - ANNULLATO LO SPOSTAMENTO DELLA VERSIONE SCORSA. Avevo messo il riquadro dei commenti subito sotto l'onda della referenza, perché avevo misurato che ne era lontano e avevo creduto fosse un difetto. Non lo era: fra la referenza e quel riquadro c'è la catena del lavoro - la referenza, gli strati che ci metti sopra, il mix che ne esce - ed è la sola cosa in quella pagina che si legge dall'alto in basso. Infilandoci in mezzo un riquadro di testo allontanavo proprio le cose che vanno guardate insieme. Tutto torna com'era, e quando i commenti arrivano da un file il riquadro si porta da sé sotto gli occhi. Restano il numero dei commenti nella testata e il messaggio che si controlla da solo. · v657 - I SEGNAPOSTI TORNANO SULL'ONDA, E ADESSO SI SCEGLIE DOVE METTERE UN FILE. Riaprendo un lavoro, il commento compariva nel suo riquadro ma sull'onda non si vedeva più la sua bandierina numerata. Ho confrontato un commento fatto a mano con uno caricato da un file: chi disegna produce esattamente la stessa cosa, quindi il disegno non c'entrava - semplicemente nessuno lo chiamava dopo aver caricato, e la bandierina ricompariva solo quando qualcos'altro faceva ridisegnare. Adesso viene chiamato subito e di nuovo quando l'onda è pronta. E caricando un file, se una registrazione di base c'è già, l'applicazione chiede se metterlo come base - sostituendo quella che c'è - oppure come strato sopra: prima sostituiva sempre, senza chiedere. · v658 - I COMMENTI DI UN FILE TORNANO SULLA CURVA, DOVE LI AVEVI MESSI. Il motivo per cui non ci tornavano è che sulla registrazione di base esistono due sistemi di commenti diversi, e stavo usando quello sbagliato: i commenti che scrivi tu vivono attaccati alla curva e si vedono come bandierine numerate, mentre io li mettevo in un vecchio riquadro in fondo alla pagina, quello che non usi più. Comparivano lì e sulla curva non c'era niente - non era il disegno a essere rotto, era il posto in cui li scrivevo. Adesso entrano dalla stessa porta dei tuoi, con le stesse funzioni, quindi tornano esattamente dov'erano: sulla curva, numerati e toccabili. · v659 - CARICANDO UN FILE LA DOMANDA ARRIVA SEMPRE. Prima usciva soltanto se nel lavoro c'era già una registrazione di base: se il lavoro era vuoto il file diventava la base senza chiedere niente. Nel merito era giusto, ma la prima volta che si carica un file è proprio la volta in cui serve sapere che quella scelta esiste. Adesso il riquadro compare comunque; quello che cambia è cosa si può scegliere. Con il lavoro vuoto «sopra» resta spento e c'è scritto perché: uno strato sta sopra qualcosa, e se sotto non c'è niente non è uno strato. · v660 - ADESSO «COME STRATO» SI PUÒ SCEGLIERE DAVVERO. Restava spento anche quando una registrazione di base c'era, e il motivo è che per saperlo guardavo una variabile sola, che però viene riempita soltanto da due delle sette strade con cui una base può comparire: riaprendo un lavoro, dopo un ritaglio o dopo un annulla quella variabile resta vuota anche se la curva è lì davanti. Adesso la domanda «c'è una base?» viene fatta al programma nel suo insieme - il file, il suono decodificato, la durata, la presenza di strati - e ne basta uno. E quando il pulsante è davvero spento, il motivo è scritto sotto invece di stare in un suggerimento che su un telefono non si legge. · v661 - METTENDO UN FILE COME STRATO, I SUOI COMMENTI VANNO SULLA SUA CURVA. Prima finivano nel cestino: li mettevo sempre sulla registrazione di base, e per lo strato non c'era proprio niente di previsto. Adesso vanno sulla corsia dello strato appena aggiunto, contata dopo averlo aggiunto e non indovinata. E se lo strato non si può aggiungere - perché una registrazione di base non c'è ancora - l'applicazione lo dice e ti manda sulla scelta giusta, invece di accendere un pulsante che non fa niente: era un difetto che avevo introdotto io nella versione scorsa, sbloccando quel pulsante senza guardare cosa pretende la funzione che aggiunge davvero lo strato. · v662 - IL REGISTRATORE DICE QUANTI CAMPIONI HA PERSO, E QUANDO. Nei primi cinque secondi la registrazione perde circa il cinque per cento dell'audio: le prime note di ogni take finiscono nel file più vicine del vero, e nessuna taratura può correggerlo perché non è uno spostamento ma una compressione. In laboratorio il difetto non si riproduce - su Chromium la perdita totale è sei millesimi su dodici secondi - quindi il numero può nascere solo sul tuo telefono. Adesso, dentro ⚙ Avanzate, c'è un riquadro che dopo ogni registrazione confronta TRE orologi: quanti campioni sono stati raccolti, di quanto è avanzato l'orologio audio e di quanto è avanzato l'orologio da polso. Se il buffer è più corto dell'orologio audio, i blocchi si perdono fra il microfono e l'applicazione; se buffer e orologio audio vanno d'accordo ma sono tutti e due più corti del tempo vero, allora è l'orologio audio ad andare piano e la frequenza scritta nel file è una bugia, quindi il file suona più veloce. Le due cose chiedono cure opposte, ed è il motivo per cui gli orologi sono tre e non due. C'è anche la resa mezzo secondo per mezzo secondo, così si vede QUANDO si perde, e un pulsante che copia i numeri. Questa versione non cura niente e non tocca un solo istante: legge e scrive. · v663 - SI PUO' SCEGLIERE IL MOTORE CHE REGISTRA, E IL RIQUADRO MOSTRA IL DIARIO DEL MOTORE AUDIO. Su Safari del Mac, in sei prese di fila, il motore audio si è fermato per circa mezzo secondo un secondo e mezzo dopo l'inizio: 563, 564, 564, 589, 563 e 564 millisecondi, sempre nello stesso punto, con il metronomo acceso o spento, alla prima registrazione o alla seconda, con il microfono già aperto o no. Quel suono non viene perso dall'applicazione: non viene mai prodotto, e infatti il conto dei campioni e l'orologio audio dicono lo stesso identico numero. Su Chrome, sullo stesso Mac, la perdita è zero. Il motore nuovo registra DENTRO l'orologio audio, quindi quando l'orologio si ferma il suono sparisce; il motore vecchio, quello di prima del trapianto, sta fuori e incide lo stesso. Adesso, in ⚙ Avanzate, una spunta permette di registrare col motore vecchio, così la stessa presa si può fare nei due modi e confrontare. Nello stesso riquadro compare il diario del motore audio - nascite, sospensioni e ripartenze degli orologi - che l'app scriveva già e non aveva mai mostrato. E il verdetto è stato corretto: guardava solo i due totali e diceva «l'orologio va piano» anche quando il motore si era FERMATO, che chiede una cura opposta; adesso legge anche la resa mezzo secondo per mezzo secondo e dice quanti millisecondi si è fermato e in quale punto. Questa versione non cura: mette in mano a chi misura l'unica variabile che ancora non poteva cambiare. · v665 - LA REGISTRAZIONE NON PASSA PIÙ DAGLI ALTOPARLANTI. Il registratore attaccava un ramo a volume zero all'uscita audio: serve solo a far girare il pezzo di programma che raccoglie i campioni, perché senza una strada verso una destinazione quel pezzo non viene chiamato. L'effetto però era che l'orologio del microfono diventava un orologio con ingresso e uscita insieme, e su macOS un orologio del genere obbliga Safari a rinegoziare l'apparecchio audio: mentre lo rinegozia non produce suono, ed è il mezzo secondo che spariva da ogni registrazione, sempre circa un secondo dopo il collegamento, otto volte su otto. La stessa cosa spiega il metronomo che su Safari resta muto: se l'orologio del microfono si prende l'uscita, quello che deve suonare rimane senza. Adesso il ramo muto finisce in uno scarico separato, che fa girare il raccoglitore senza toccare l'apparecchio d'uscita. Se su un browser lo scarico non bastasse a far girare il raccoglitore, dopo un secondo e due decimi senza un solo campione la registrazione si ricollega da sola all'uscita come prima e lo scrive nel diario, così il caso peggiore è il comportamento della versione precedente. Il diario, che teneva solo le ultime righe e durante una registrazione mostrava quelle sbagliate, adesso conserva anche l'istante di ogni riga e il riquadro fa vedere soltanto quello che è successo fra Record e Stop, coi tempi contati dal Record. La versione 664, che toglieva l'orologio in più alle barre del livello, è stata buttata: misurata, non cambiava niente. · v666 - IL MICROFONO RESTA CALDO FRA UNA TAKE E L'ALTRA. Su Safari del Mac il motore audio si ferma una volta per ogni sessione di microfono, presto e poi mai più: misurato su due Mac diversi, 332 millisecondi su uno e circa 560 sull'altro. Fino a ieri Fasila apriva un microfono nuovo a ogni Record e lo chiudeva a ogni Stop, quindi si prendeva quel tonfo dentro ogni singola registrazione. Adesso il microfono non si richiude allo Stop: la take successiva usa la stessa sessione, dove il tonfo è già passato. E se su questo dispositivo il tonfo si è già visto almeno una volta, prima della prima take il microfono viene scaldato - si raccoglie e si butta via finché il tonfo non è passato, senza tempi fissi, perché sui due Mac provati la durata era diversa. L'app impara dalla misura e non dal nome del browser: su iPhone, su Samsung e su Chrome del Mac nessuna finestra è mai crollata, quindi lì non aspetta nemmeno un decimo di secondo. Il prezzo è che finché il Laboratorio resta aperto l'indicatore del microfono resta acceso anche fra una registrazione e l'altra, e in ⚙ Avanzate c'è la spunta per tornare a richiuderlo ogni volta. Il difetto non è di Fasila e non si può riparare da dentro: una pagina di prova che non è Fasila lo fa uguale su tutte le strade di registrazione, MediaRecorder compreso, mentre lo stesso Mac con Chrome e lo stesso Safari su iPhone non perdono niente. · v667 - NELLA FINESTRA «Apri» LA CARTELLA SALE IN CIMA. Prima la tendina che sceglie il progetto stava in fondo, sulla stessa riga del filtro e dell'ordinamento, ed era l'ultima delle tre a farsi leggere: ma quella tendina non filtra, dice in quale cartella stai guardando, ed è la prima cosa da sapere prima di leggere l'elenco. Adesso sta subito sotto il titolo, larga tutta la finestra, e sotto restano su una riga i due pulsanti Take e Lavori e su un'altra le due tendine che filtrano e ordinano - che così hanno centottanta pixel a testa invece di centoventidue. Non cambia niente di quello che la finestra fa: stessa tendina, stesso elenco, stessi filtri, stesso comportamento. È stato spostato un elemento e cambiata la sua larghezza. · v668 - ANCHE LE TAKE CHIEDONO IN QUALE CARTELLA VANNO. Mettere in cloud un lavoro apriva già una finestra con l'elenco dei progetti, e sceglievi dove; mettere in cloud una take no: finiva nel progetto aperto senza chiedere niente, e se non ce n'era uno aperto si fermava dicendo di crearne prima uno. Adesso la domanda la fanno tutte e due, e la fanno con la stessa identica finestra: non ne è stata copiata una seconda, quella dei lavori è stata tirata fuori ed è diventata una funzione sola che tutti chiamano, così non restano due finestre da tenere allineate quando una cambia. All'apertura è già scelto il progetto in cui stai lavorando, quindi chi non vuole cambiare niente preme il pulsante e basta, e chi vuole mandare la take in un'altra cartella la sceglie senza uscire dal Laboratorio. Se annulli non viene caricato niente. · v669 - NEL PANNELLO VIDEO LA SCRITTA «Elimina» SI LEGGE. Nella finestra Apri del Video i quattro pulsanti hanno lo sfondo arancione, e su quello sfondo la parola Elimina era scritta in rosso: praticamente invisibile. Era rimasta così perché la stessa riga assegnava anche un bordo rosso, che però non è mai comparso - quei pulsanti sono senza bordo - quindi il rosso era l'unico segnale che quel comando cancella qualcosa, ed era proprio quello che non si vedeva. Adesso è scritta in nero, esattamente come il pulsante accanto che dice «Riusa in questo progetto», che per lo stesso motivo era già nero. Non cambia niente di quello che il pulsante fa: chiede conferma prima di eliminare come ha sempre fatto. · v670 - LA CARTELLA NUOVA SI FA DALLA TENDINA. Fino a ieri, per avere una cartella nuova bisognava lasciare quello che si stava facendo, andare in Impostazioni, crearla e tornare indietro. Adesso in fondo alla tendina che chiede dove mettere una take o un lavoro c'è la voce «Nuova cartella»: la si sceglie, si scrive il nome, e la cartella nasce e resta già selezionata, senza uscire dal Laboratorio. La cartella viene creata dalla stessa strada del pulsante in Impostazioni, quella che la scrive sia sul dispositivo sia sul server: una cartella che nascesse solo sul telefono sembrerebbe esserci ma non si potrebbe condividere con nessuno né ritrovare da un altro dispositivo. Come sempre, appena creata si entra dentro, e quello che si registra da quel momento finisce lì. Se si annulla la richiesta del nome la tendina torna esattamente com'era, senza creare niente. La stessa voce nella tendina della finestra Apri e in quella del pannello Video non c'è ancora: quelle vivono in altre due parti del programma e sono una cosa a parte. · v671 - LA CARTELLA NUOVA SI FA DA OGNI TENDINA, E LA VOCE STA IN CIMA. La versione precedente aveva messo il comando in un posto solo, la finestrella che chiede dove mettere una take, e per giunta in fondo all'elenco: chi apriva la finestra Apri del Laboratorio o quella del Video non trovava niente. Adesso la voce «Nuova cartella» è la PRIMA di tutte e tre le tendine, prima ancora di «Tutti», perché è un comando e non una cartella; sotto viene «Tutti» dove c'era, e poi i nomi delle cartelle in ordine alfabetico invece che nell'ordine in cui erano state create. Le tendine della finestra Apri vivono in due parti del programma diverse da quella che sa creare i progetti, quindi è nato un passaggio apposta che le mette in comunicazione e che crea la cartella dalla strada giusta, quella che la scrive sia sul dispositivo sia sul server. Appena creata si entra dentro e resta selezionata; se si annulla la richiesta del nome la tendina torna esattamente dov'era e non viene creato niente. · v672 - L'AREA PERSONALE NASCE AL PRIMO ACCESSO E NON PUÒ ESSERCENE DUE. La funzione che crea l'area personale esisteva già ed era giusta, ma veniva chiamata da un punto solo: quando si mandava una registrazione dentro l'area personale. Chi non lo aveva mai fatto non ce l'aveva, e l'app gli diceva di andare in Impostazioni a crearsela. Adesso viene chiamata appena l'applicazione si accorge di avere un accesso valido, subito DOPO aver letto dal server l'elenco delle cartelle: quest'ordine è la parte importante, perché al contrario un dispositivo nuovo ne creerebbe una seconda invece di riconoscere quella che c'è già. E i doppioni diventano impossibili anche per l'altra strada, quella che li produceva davvero: la lettura delle cartelle dal server confrontava soltanto il codice interno, e due aree personali nate su due dispositivi diversi hanno codici diversi, quindi entravano tutte e due con lo stesso nome e da quel momento ogni dispositivo ne mostrava due. Adesso la seconda entra ugualmente, perché dentro può esserci del lavoro e non si butta via niente, ma prende un nome che la distingue e non è più lei l'area personale: quella resta una sola. · v673 - I NOMI DELLE CARTELLE SI LEGGONO INTERI, LA SCRITTA «doppione» NON SPARISCE PIÙ, E SI PUÒ SPOSTARE UNA REGISTRAZIONE DA UNA CARTELLA ALL'ALTRA. Nella tendina del Laboratorio i nomi venivano tagliati al decimo carattere: era una scelta di quando quella tendina divideva una riga con altre due e si allargava sulla voce più lunga, ma da qualche versione sta da sola e larga tutta la finestra, e quel taglio nascondeva proprio le parole che distinguono due cartelle che cominciano uguale. Nel pannello Video il taglio era ancora più corto e ne mostrava metà. La scritta che segnala una seconda area personale spariva e ricompariva: la parte che legge le registrazioni dal server rimetteva il nome che c'è là, e là il doppione si chiama come l'originale; adesso quel nome viene ripreso solo quando non sta coprendo un doppione già segnalato. Infine nel menu dei tre puntini di ogni registrazione e di ogni lavoro compare «Sposta in…», che apre la stessa finestra usata per scegliere dove mettere le cose e sposta l'elemento nella cartella scelta; quello che era già stato caricato in cloud resta dov'era, e il messaggio lo dice invece di lasciarlo indovinare. · v674 - LE DUE AREE PERSONALI ADESSO SI DISTINGUONO. La regola che segnala una seconda area personale guardava soltanto le cartelle che arrivano dal server, e quelle che erano già nell'elenco sul dispositivo non le vedeva mai: se una delle due non era registrata sul server non compariva fra le righe scaricate, e restava lì con lo stesso nome dell'altra. Adesso c'è anche una passata sull'elenco locale, che gira quando si entra e a ogni sincronizzazione: tiene una sola area personale, quella già marcata, e alle altre dà un nome che le distingue senza cancellare niente di quello che contengono, così si può svuotarle con comodo usando Sposta e poi liberarsene. · v675 - LA RIGA DEI CONTI IN FONDO ALLA FINESTRA APRI CONTA QUELLO CHE MOSTRA. Quella riga diceva quante registrazioni ci sono, quante stanno sia sul dispositivo sia in cloud, quante soltanto in cloud e quante soltanto sul dispositivo - ma faceva quei conti su TUTTE le registrazioni, senza tener conto né della cartella scelta né del filtro su dove stanno i file, mentre le righe dell'elenco sopra erano già filtrate da tutti e due. Nella stessa frase convivevano due insiemi diversi, e capitava di leggere centodiciannove registrazioni sopra un elenco vuoto. Adesso i quattro numeri parlano esattamente delle righe che si vedono, e il totale generale resta ma in coda e detto per quello che è, così si capisce a colpo d'occhio se una cartella è vuota davvero oppure se il filtro sta nascondendo qualcosa. · v676 - AL POSTO DELLA TENDINA DEL TELEFONO C'È UN RIQUADRO CHE DICE QUANTO C'È DENTRO OGNI CARTELLA. Si apre dentro la finestra, scorre da solo, e sotto il nome di ogni cartella scrive quante registrazioni e quanti lavori contiene e quanto tempo fa è stata toccata l'ultima volta; le cartelle vuote lo dicono. In cima tre pulsanti scelgono l'ordine: per nome, per quanto contengono, per ultima modifica. A destra di ogni riga tre puntini per rinominarla. La tendina di prima non è stata tolta: resta nascosta e continua a comandare i filtri, ma il riquadro non la legge più - un tentativo precedente la copiava e restava indietro, mostrando due cartelle su sei, e adesso legge direttamente l'elenco dei progetti. Da questa versione le cartelle nuove si segnano la data in cui sono nate, che finora non veniva scritta da nessuna parte: le vecchie non ce l'hanno e non si può inventare, ma più avanti si potrà ordinare anche per data di creazione. Eliminare e condividere una cartella dai tre puntini non ci sono ancora: passano dalle funzioni sul server che devono essere spostate prima. · v677 - SI CONDIVIDE UNA CARTELLA DAI SUOI TRE PUNTINI, SENZA PASSARE DALLE IMPOSTAZIONI. I tre puntini di ogni cartella adesso aprono un foglio con due scelte: rinominarla, oppure condividerla. Chi sceglie di condividerla vede il link della cartella, un pulsante che apre il menù di condivisione del telefono - quello con WhatsApp, Telegram, la posta - uno per copiare il link, e la possibilità di invitare qualcuno scrivendo il suo indirizzo email. Niente di tutto questo è nuovo: il link è lo stesso di sempre, il pannello degli inviti è esattamente quello che sta nelle Impostazioni, e la condivisione dalle Impostazioni resta dov'era e funziona come prima; cambia soltanto che adesso si può partire anche da qui. C'era però un rischio serio da evitare: il link e gli inviti si riferiscono sempre alla cartella APERTA, mentre nell'elenco si tocca una cartella qualsiasi, e senza precauzioni si sarebbe mandato alla persona sbagliata il contenuto sbagliato senza accorgersene. Perciò scegliendo Condividi la cartella viene prima aperta davvero, con lo stesso comando che usa l'elenco delle Impostazioni, e solo dopo compare la condivisione. L'area personale non si può condividere, come già succedeva. · v678 - ANCHE NEL VIDEO LE CARTELLE SI SCELGONO DAL RIQUADRO, LO STESSO DEL LABORATORIO. La finestra Apri del Video usava ancora la tendina del telefono, dove tutte le righe sono uguali e non si vede quanto contiene una cartella; adesso ha lo stesso riquadro del Laboratorio, con i conteggi sotto ogni nome, i tre modi di ordinare e i tre puntini per rinominare e condividere. Il riquadro non è stato copiato: era scritto dentro la finestra del Laboratorio ed è stato tirato fuori, così adesso ne esiste uno solo che le due finestre chiamano - se domani si corregge qualcosa, si corregge per tutte e due invece che per una sola. Quello che una cartella contiene è lo stesso da qualunque finestra la si guardi, quindi i conteggi sono gli stessi. · v679 - NEL VIDEO IL RIQUADRO DELLE CARTELLE VA SU UNA RIGA SUA. Nella versione precedente era stato infilato dentro la fila che contiene il pulsante «Tutto», e siccome quella fila affianca i suoi elementi pareggiandone l'altezza, il pulsante «Tutto» si allungava fino a diventare una colonna alta e stretta appiccicata a sinistra. Adesso il riquadro viene messo sotto quella fila invece che dentro, e occupa una riga intera come fa nel Laboratorio; il pulsante «Tutto» torna della sua altezza normale. · v680 - NEL VIDEO IL RIQUADRO DELLE CARTELLE CONTA I VIDEO. Il riquadro è lo stesso in tutte e due le finestre e finora usava un conteggio solo, quello del Laboratorio: sotto ogni cartella scriveva quante registrazioni e quanti lavori conteneva, che nel pannello Video non dice niente. Adesso ogni finestra può portarsi il proprio conteggio, e il Video mostra quanti video ci sono in quella cartella sul dispositivo, con la data dell'ultimo. È un numero solo e non tre: un video salvato conserva il nome, la data e la cartella, ma non che tipo sia - filmato, foto con la voce, o soltanto voce - e il tipo si legge solo dal nome con cui è nato, che però si può cambiare; dare tre numeri ricavati dai nomi avrebbe significato dare tre numeri che si sbriciolano appena si rinomina qualcosa. Per averli davvero bisogna scrivere il tipo quando il video nasce, e i video già salvati resterebbero comunque senza. · v681 - I CONTEGGI DELLE CARTELLE SI RIFANNO A OGNI RIDISEGNO. Creando un progetto e mettendoci dentro un video, il video si vedeva nel progetto ma la riga della cartella restava com'era, e premendo i pulsanti che scelgono l'ordine non cambiava niente: i numeri venivano calcolati una volta sola, quando il riquadro compariva, e i pulsanti si limitavano a ridisegnare leggendo quei numeri vecchi. Con i numeri fermi a zero i tre ordini danno per forza lo stesso elenco, perché a parità di contenuto e di data le cartelle si mettono in fila per nome. Adesso prima di ogni ridisegno i conteggi vengono rifatti, e il ridisegno viene richiesto soltanto se i numeri sono davvero cambiati: senza quest'ultima condizione il ricalcolo e il ridisegno si chiamerebbero a vicenda senza fermarsi mai. · v682 - NEL VIDEO IL MATERIALE È UN ELENCO DI RIGHE E I COMANDI STANNO SU OGNI RIGA. Prima il materiale era una tendina del telefono e i quattro comandi stavano tutti in fondo: si sceglieva una voce nella tendina e poi si premeva il pulsante, come nel Laboratorio prima che lo cambiassimo. Adesso ogni video è una riga, e a destra ha i tre puntini che aprono i suoi comandi: aprire, riusare nella cartella aperta, rinominare, eliminare. I comandi non sono stati riscritti: la tendina è ancora lì, nascosta, ed è ancora lei a dire quale voce è scelta, e i tre puntini premono gli stessi pulsanti di prima - così aprire, rinominare ed eliminare fanno esattamente quello che facevano ieri. Spostare un video in un'altra cartella e metterlo in cloud non ci sono ancora: nel Laboratorio esistono perché le registrazioni stanno in un magazzino che sa già spostarle, mentre per un video sono due operazioni nuove, e vanno fatte ognuna con la sua prova. · v683 - ANCHE UN VIDEO SI PUÒ SPOSTARE IN UN'ALTRA CARTELLA. Nel Laboratorio si poteva già fare con le registrazioni e con i lavori; adesso nei tre puntini di ogni video compare «Sposta in…», che apre la stessa identica finestra usata dappertutto per scegliere dove mettere le cose e poi sposta il video nella cartella scelta, aggiornando subito l'elenco e i conteggi. La voce compare soltanto per i video salvati sul dispositivo: quelli che stanno in cloud non appartengono a una cartella ma a una stanza, e spostarli vorrebbe dire spostare la stanza, che è un'altra operazione e passa dal server; per quelli la voce non compare invece di comparire e non fare niente. · v684 - NEL VIDEO OGNI FILE COMPARIVA DUE VOLTE. Sotto l'elenco nuovo, quello con i tre puntini su ogni riga, si vedeva ancora l'elenco vecchio, che avrebbe dovuto essere nascosto: l'istruzione che lo nascondeva veniva scritta subito dopo quella che imposta tutto il resto del suo aspetto, e bastava che quell'altra venisse riassegnata perché tornasse visibile. Adesso l'istruzione fa parte dello stesso blocco e non può essere cancellata da sola, e in più l'elenco vecchio è marcato come nascosto anche in un modo che non dipende dallo stile. Inoltre, quando in una cartella non c'è nessun video, la parte che riempie l'elenco usciva subito senza ridisegnare le righe, e restavano quelle di prima: da qui capitava di vedere scritto «carico dal progetto» sotto un elenco già pronto. Adesso le righe vengono rifatte anche in quel caso. · v685 - UN VIDEO SI PUÒ ANCHE COPIARE IN UN'ALTRA CARTELLA. Accanto a «Sposta in…», che lo porta altrove e lo toglie da dove sta, adesso c'è «Copia in…», che ne mette una copia nella cartella scelta lasciando l'originale al suo posto; la copia prende lo stesso nome con l'aggiunta della parola copia, se no nell'elenco si vedrebbero due righe identiche e non si capirebbe quale sia quale. La copia non viene scritta da un pezzo di programma nuovo: si usa quello che già serve al comando «Riusa in questo progetto», che sa fare esattamente questo, e l'unica cosa che cambia è che adesso si può scegliere dove invece di usare per forza la cartella aperta. Anche questa voce compare solo per i video salvati sul dispositivo. · v686 - VIA L'ELENCO DOPPIO NEL VIDEO, E «METTI IN CLOUD» SUI TRE PUNTINI. Ogni video compariva due volte, una riga con i tre puntini e una senza: non era la vecchia tendina come avevo creduto per tre versioni, erano due elenchi diversi. Uno lo avevo aggiunto io; l'altro c'era già da tempo, scritto in fondo al programma perché su iPad le tendine lunghe non si vedono, e disegnava le stesse voci senza i tre puntini. Adesso resta uno solo, quello con i comandi, e il problema di iPad non torna perché anche questo è fatto di righe in un riquadro e non di una tendina. Sui tre puntini di un video salvato sul dispositivo compare anche «Metti in cloud»: siccome il caricamento lavora sul video aperto, la voce apre prima quello scelto e poi lo carica, e la scritta lo dice invece di lasciarlo succedere di sorpresa. · v687 - METTERE UN VIDEO IN CLOUD ADESSO LO METTE ANCHE NELLA SUA CARTELLA. Prima caricare un video creava soltanto la stanza in cloud, e la stanza non apparteneva a nessuna cartella: il video risultava caricato ma non si trovava più, perché l'elenco di quello che sta in cloud cerca dentro la cartella scelta. Attaccarlo era un secondo gesto separato, con un altro pulsante, e chi non lo sapeva perdeva il file di vista. Adesso la voce dei tre puntini fa tutta la catena: apre il video, crea la stanza e la attacca alla cartella in cui il video già si trova - se non ne ha una, la chiede invece di sceglierne una al posto tuo. E chi ha quella cartella condivisa riceve l'avviso che è arrivata una cosa nuova, perché è proprio l'attaccare alla cartella che scrive la riga da cui quell'avviso nasce: prima non veniva scritta nessuna riga, e quindi non arrivava nessun avviso a nessuno. · v688 - UNA CARTELLA CHE NON È ARRIVATA AL SERVER SE LO RICORDA E RIPROVA DA SOLA. Creando una cartella senza rete, o prima di aver fatto l'accesso, la registrazione sul server falliva e l'errore veniva semplicemente ignorato: la cartella restava sul telefono e sembrava tutto a posto, ma non era condivisibile e da un altro dispositivo non esisteva. Nessuno riprovava mai, e nessun messaggio lo diceva. Adesso, se la registrazione non riesce, la cartella si segna come rimasta indietro; a ogni accesso con la rete l'applicazione ritenta da sola tutte quelle segnate, usando la stessa strada di sempre e non un'altra; e finché non ci riesce la cartella lo dichiara nell'elenco, con la scritta che sta soltanto su questo telefono. Il segno viene tolto appena la registrazione va a buon fine. · v689 - UNA CARTELLA APPENA CREATA VA IN CIMA QUANDO SI ORDINA PER ULTIMA MODIFICA. Quel criterio guardava soltanto la cosa più recente contenuta nella cartella, e una cartella appena fatta non contiene ancora niente: finiva in fondo, insieme a quelle lasciate perdere da mesi, che è il contrario di quello che si cerca subito dopo averla creata. Adesso vale la più recente fra due date, quella in cui è nata e quella dell'ultima cosa che contiene, perché una cartella creata adesso è stata toccata adesso. E la riga sotto il nome lo dice come si deve: una cartella vuota e appena fatta scrive che è stata creata oggi, invece di dire soltanto che è vuota come se stesse lì da sempre. Le cartelle create prima che l'applicazione cominciasse a segnare quella data restano ordinate come prima: quando sono nate non si può inventare. - 2026-08-13

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